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martedì 21 agosto 2012

ISTITUIAMO CAMPI DI CONCENTRAMENTO PER BANCHIERI



La mia proposta di istituire dei campi di concentramento per banchieri può sembrare troppo dura o spietata per le persone benevoli e sempre pronte ad essere misericordiose verso il prossimo, ma io non appartengo a questa categoria di individui.
Rispetto la legge, non evado il fisco, al massimo prendo qualche multa per divieto di sosta, ma è contro la mia morale arrecare danno ad altri esseri viventi.
Questo stile di vita, però, non appartiene ai "banchieri", in particolare mi riferisco ai banchieri internazionali che dirigono la politica monetaria nazionale ed mondiale, non di certo i miei attacchi sono rivolti a direttore della filiale bancaria sotto casa che molto spesso è completamente ignaro del reale meccanismo che regola l'economia internazionale.
I banchieri sono colpevoli di gestire la politica monetaria della maggior parte dei Paesi che adesso giaciono in recessione economica, livelli record di disoccupazione, iperinflazione, livelli record di imposizione fiscale e di debito pubblico. Tutti reati, molti dei quali compiuti nella più completa indifferenza delle leggi costituzionali vigenti, che provocano malessere sociale, suicidi di padri di famiglia, impossibilità di sperare in un futuro più roseo per l'avvenire dei propri figli o nipoti.
Ecco perchè i banchieri, colpevoli di questi crimini, non meritano a mio avviso alcune misericordia e  dovrebbero essere immediatamente internati all'interno di campi di concentramento creati ad hoc e destinati allo svolgimento di lavori pesanti.
Di sicuro avrebbe un'utilità sociale maggiore vedere personaggi infimi come Mario Draghi, Mario Monti, Van Rompey e tanti altri, occuparsi della bonifica di edifici o terreni agricoli, anzichè proporre le loro ricette di "austerity" che privano i popoli di un futuro, mentre, grazie alle privatizzazioni, accrescono i profitti delle multinazionali "amiche" dei banchieri.


mercoledì 9 novembre 2011

Ricorsi per anticostituzionalità delle 6 leggi "regala-soldi" alle banche



RICORSI PER ANTICOSTITUZIONALITA’:


Tratto da: www.marra.it

-1) dei decreti ingiuntivi in favore delle banche in base all’estratto conto;

-2) della decorrenza tardiva della valuta;

-3) dell’anatocismo, ovvero illegittimità della capitalizzazione degli interessi passivi quand’anche praticata pure per gli interessi attivi ove non sia parificata anche l’entità quantitativa del tasso attivo e di quello passivo;

-4) dell’innalzamento del tasso usuraio;

-5) della decorrenza della prescrizione dall’annotazione in conto corrente;

-6) della ri-introduzione della commissione di massimo scoperto.

                                                                   
-1) INCOSTITUZIONALITÀ DEI DECRETI INGIUNTIVI IN FAVORE DELLE BANCHE IN BASE ALL'ESTRATTO CONTO.

Non sussiste manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale – per violazione degli artt. 1, 2, 3, 4, 24, 35, 41, 47, 101, 102, 104 e 117 della Costituzione – dell'articolo 50 del D.Lgsl 1.9.1993, n. 385 (in Suppl. ordinario n. 92 alla Gazz. Uff., 30.9.73, n. 230), intitolato: «Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia», che recita: «La Banca d'Italia e le banche possono chiedere il decreto d'ingiunzione previsto dall'articolo 633 del codice di procedura civile anche in base all'estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido».

La possibilità per le banche di ricorrere per ottenere il decreto ingiuntivo in base al mero estratto conto (una 'certificazione' di parte) non può che basarsi su una normativa palesemente illegittima.

Illegittimità costituzionale le cui motivazioni descriviamo di seguito, ma da tempo divenuta grottesca, vista la giurisprudenza da anni consolidata sull’illegittimità totale o parziale delle voci che compongono il saldo, quindi pacificamente errato a priori. Di talché, considerata la vastità dei fenomeni bancari, siamo di fronte a una piaga sociale su cui urgente l’intervento della Corte Costituzionale.

venerdì 7 ottobre 2011

Le 5 leggi anticostituzionali "regala-soldi" alle banche



A breve verranno presentati i ricorsi alla Corte Costituzionale circa le seguenti 5 leggi, improntate del tutto a favore delle banche e a discapito dei cittadini\correntisti. Inoltre si procederà a promuovere un referendum abrogativo per auspicare la loro cancellazione dall'ordinamento giuridico.

Sono 5 le leggi, 3 delle quali recentissime, con le quali sono stati regalati alle banche centinaia di miliardi di euro annuali. E poiché (non so se stupisce) nessun partito si è opposto, non resta che il referendum.

-- La più recente è il DL n. 70\13.5.2011 ('decreto sviluppo'), art. 8, secondo cui l'usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva superato del 50%, scatta ora quando il tasso medio viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti (ma questo secondo criterio è 'fumogeno': serve solo a confondere). Per fare l'esempio che interessa il maggior numero di italiani, nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi l'usura, la banca doveva praticare il 4,18%, ora invece il 10,79%. Cosa che, ora che non c'è più il baluardo del 'tasso soglia', ha già innescato un aumento strisciante del costo del denaro, e che inoltre serve a evitare alle banche le sempre più numerose condanne per usura.

--La seconda è la L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui, in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite della Cassazione, si è stabilito che la prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura del conto corrente, ora decorra dall'annotazione dell'operazione. Significa che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni fa.

--  La terza è il D. Lgs n. 11 del 27.1.2010 con il quale – ora che si stavano vincendo le cause sulla 'valuta zero', cioè sull'accredito immediato dei versamenti – è stato stabilito l'accredito al terzo giorno. Una guerra iniziata invero proprio da me nel 1980 (ottenendo il primo risultato positivo nel 2004) in base al semplice argomento che se Tizio dà a Caio un assegno di 1.000 euro il primo gennaio, e Caio lo versa subito sul suo conto, i 1.000 euro vengono stornati a Tizio il primo gennaio e accreditati a Caio dopo alcuni (o molti) giorni, sicché, nell'intervallo, gli interessi vanno alla banca, che non è mai stata proprietaria dei soldi.

domenica 2 ottobre 2011

Antibanks: uomini-macchine arrestano uomini veri


Il 17 settembre 2011 è stata indicata come data "Antibanks Day", giorno in cui è iniziata una grande manifestazione internazionale promossa da parte di liberi cittadini e movimenti vari contro il vero nemico di questa società: l'oligarchia bancaria.
La manifestazione ha coinvolto diverse città del mondo: New York, Madrid, Barcellona, Valencia, Bilbao, Milano, Londra, San Francisco, Los Angeles, Toronto, Atene, Berlino, Lisbona, Porto, Vienna, Tel Aviv, Parigi, Dublino.
In alcune città l'evento è stato solo un fuoco di paglia, poca partecipazione, spesso dovuta all'indifferenza e all'inedia delle persone o a boicottaggi vari che hanno impedito la buona riuscita della manifestazione; negli Stati Uniti invece l'Antibanks si è manifestato in maniera consistente: è cominciata il 17 settembre e dura fino ad oggi.

In Italia l'Antibanks a cui ho aderito, si è svolta a Milano, con una partecipazione esigua rispetto alle aspettative e per altro macchiata da dissensi di colore politico che in manifestazioni del genere non dovrebbero proprio esserci (chi volesse approfondire la vicenda può leggere qui), perchè se combatti il sistema bancario, il debito pubblico e lotti per il ripristino della sovranità monetaria allo Stato, non puoi presentarti come uno di destra o di sinistra, poichè tutti i partiti policitici finora si sono sempre rivelati collusi, e quindi corrotti, al potere delle banche. Se addirittura certi argomenti vengono considerati di estrema destra o di estrema sinistra allora: o non si è capito nulla del reale funzionamento del sistema economico (e l'invito ad informarsi è sempre doveroso), oppure si difende la stessa oligarchia bancaria che rende schiavi.
Ad ogni modo a Milano, nonostante il trasferimento di piazza (costretti a spostarci da Piazza Affari a Piazza Fontana) siamo riusciti a diffondere un po' di sana informazione sul sistema economico in cui viviamo. 

Negli Stati Uniti, invece, la manifestazione non è durata solo un giorno, ma sta proseguendo tuttora davanti a Wall Street contro il mondo della finanza e delle banche, occupando perfino il ponte di Brooklyn. Mentre i telegiornali italiani parlano solo di un centinaio di arresti, la cifra reale indica invece oltre 700 gli arrestati tra i manifestanti. La protesta si sta allargando a Boston, Washington e Los Angeles, con arresti per sit-in non autorizzati.
Trovo inoltre indegno il mondo con cui le forze dell'ordine stanno bloccando questa pacifica manifestazione, attraverso appunto l'uso della forza, lacrimogeni, arresti.

giovedì 2 giugno 2011

Istruzioni per PRIVATIZZARE uno Stato


La privatizzazione è quel processo economico che trasferisce la proprietà di un ente o di un'azienda dal controllo statale a quello privato.
Spieghiamo allora come agisce l'organizzazione "USA-Ue-FMI" S.p.A. .
Immaginate che la USA-Ue-FMI sia una società per azioni, quindi come tutte le società di capitale il loro scopo è fare profitto, utili, guadagni per i suoi azionisti.
Come può realizzare tutto questo?
Essa ha bisogno di depredare le materie prime degli Stati: petrolio, materie prime alimentari, oro, argento, etc. .
Capita, alle volte, che certi Stati non siano disposti a concedere le loro ricchezze, spesso sono in possesso di una sola fonte di ricchezza, ossia di sussistenza per la propria economia e sperano di non dover necessariamente vivere di importazioni e dipendere quindi da altri Paesi.
Accade quindi che chi governa questi Paesi decida, per il bene del suo popolo, di NAZIONALIZZARE le imprese che produconono e commercializzano queste risorse, in modo tale da offrire beni\servizi ad un costo accessibile ai cittadini.
Come può l'azienda "USA-Ue-FMI" S.p.A., in tal caso, arraffare queste risorse, quindi trasformare le imprese del Paese da pubbliche a private?
Ci sono diverse soluzioni:

domenica 29 maggio 2011

Basilea III: come ti aiuto le banche

Le regole di Basilea III, evoluzione di Basilea I (1988) e Basilea II (2008) si articoleranno su tre punti: la garanzia di liquidità a breve, la trasformazione delle scadenze e i requisiti di capitale.
Occhio e croce tali regole dovrebbero attuarsi in pratica verso il 2020, secondo molto analisti ed economisti.
Quanto alle "fervide" regole che le banche dovrebbero seguire circa i requisiti di capitale, ecco che scoviamo una bella notizia (bella per le banche) che aiuterebbe soprattutto le banche francesi ed inglesi:

In arrivo direttamente dalla Basilea III, la direttiva attraverso la quale i regolatori internazionali riuniti presso il Comitato con sede nella città svizzera vogliono cercare di stabilizzare il sistema bancario. Secondo quanto riportato questa mattina dal Financial Times, gli istituti di credito del Vecchio Continente potrebbero infatti beneficiare di una sorta di artificio contabile, dal momento che per allentare la pressione su di essi si potrebbe consentire di calcolare in modo differente i capitali delle loro sussidiarie operative nel campo delle assicurazioni. In sostanza, i ratio di capitalizzazione minima potrebbero essere centrati più facilmente (anche grazie a manovre sul cosiddetto “Hybrid capital”, che include particolari strumenti finanziari).

domenica 15 maggio 2011

Grecia, dracma e la fiera del baratto


Leggo da linkiesta: "Il popolo (greco) ha trovato un modo tutto personale di reagire alla crisi che sta precipitando il Paese nel baratro, bypassando il governo e l’Unione Europea: riscoprire l’arte del baratto fra piccole comunità. Una pratica antica che, affiancata alle moderne tecnologie, ha portato a risultati sorprendenti e che dalla regione di Patrasso si sta espandendo rapidamente per tutta l’Ellade. Una forma di scambio vecchia come il mondo, con la quale i greci stanno cercando di allontanare quelli che sono diventati i loro due nemici principali: l’euro e le banche.
Il focolaio del fenomeno è stata la città di Aigion, a pochi chilometri da Patrasso, nel distretto amministrativo dell’Acaia, che fa tornare alla mente i fasti del passato. Da gennaio un gruppo di persone sempre crescente ha iniziato a sostituire la moneta con il cambio merce.
I generi di prima necessità si acquisiscono con il baratto e si tengono i pochi euro a disposizione per le spese più importanti». Le contrattazioni avvengono nella piazza principale del Paese, per poter procedere al baratto bisogna essere iscritti all’associazione Φιλική Oικονομία, che in italiano suona come “Economia amica”. L’organizzazione, formata da volontari, ha il compito di sorvegliare i vari baratti e controllare che gli scambi siano equi, intervenendo in caso di controversie fra le due parti."

sabato 7 maggio 2011

Grecia: uno Stato da spremere come un limone!


La Grecia è già tecnicamente fallita.
Adesso si discute di due soluzioni: l'uscita dall'euro o alla ristrutturazione del debito.
Il giornale tedesco, il "Der Spiegel", ha spiegato di aver ricevuto informazioni da fonti governative tedesche a conoscenza della situazione in Grecia secondo cui il governo di Papandreou starebbe considerando di lasciare l'euro e reintrodurre la propria divisa, la cara vecchia dracma.
Ovviamente le associazioni a delinquere come B.C.E., Ue e Fondo Monetario sono contrari a questa soluzione, perchè l'obiettivo è quello di tenere lo schiavo-greco nella gabbia e spremerlo come un limone il più possibile, anche perchè dichiarando ufficilamente bancarotta tutti i suoi creditori (le banche) andrebbero a perdere grossi profitti.

La soluzione allora è la ristrutturazione del debito, ossia dilungare la scadenza dei titoli di stato da rimborsare ed aumentare il rendimento dei titoli di stato attuali per renderli più "appetibili" sul mercato. In pratica un modo per rimandare il problema al futuro.
Inoltre la ristrutturazione del debito greco agevolerebbe banche, assicurazioni e fondi di investimento che emettono i cosiddetti CDS (credit default swap), che sono derivati, ossia scommesse vere e proprie sul fatto che uno Stato possa fallire oppure no.

giovedì 24 febbraio 2011

Caio o è troppo buono o è troppo idiota - caso R.B.S.


Ecco l'ennesimo caso in cui i banchieri riescono a lavarsi le mani dei loro "orrori finanziari" e far ricadere tutte le colpe sulla comunità. Ma non appena le cose migliorano ecco che si riappropriano della ricchezza.
E' il caso della Royal Bank of Scotland che era stata nazionalizzata (cedendo il 74% al Tesoro inglese) a causa di un deficit di 6 miliardi di sterline nel 2009. Ora per l'anno 2010, invece, chiude con un utile operativo positivo di 1,9 miliardi di sterline e, udite udite, i banchieri stanno preparando un piano strategico per privatizzarla, ossia farla ritornare nelle loro mani.
Siamo alle solite: per i banchieri vale la regola di nazionalizzare le perdite (quando le cose vanno male) facendo ricadere i sacrifici sulla comunità e di privatizzare gli utili (quando le cose vanno bene) per tenere i guadagni stretti nelle loro tasche.
E il tutto avviene con la complicità dei governi, che elargiscono i fondi salva-banche generati dalla pressione fiscale, ossia attraverso i soldi dei cittadini provenienti dal pagamento delle tasse.
Se il cittadino vedesse nelle imposte versate un ritorno in termini di miglioramento nei servizi pubblici offerti non sarebbe poi così grave, ma vedere i propri soldi spesi per salvare delle banche private, coprire i buchi di bilancio di queste nazionalizzandole, per poi riconcederle nuovamente ai banchieri privati quando si generano utili ecco che allora diventa per i cittadini una presa in giro.
E' come se Tizio (il banchiere) giudando ubriaco facesse un incidente con la sua auto (la banca); Caio (lo Stato=noi) compra l'auto incidentata da Tizio, la ripara dal carrozziere a sue spese ed una volta che l'auto ritorna come nuova di zecca la riconsegna nelle mani di Tizio gratuitamente.
Caio o è troppo buono o è troppo idiota da non accorgersi della truffa.

Salvatore Tamburro

sabato 12 febbraio 2011

Se Pertini fosse vivo...


Se fosse stato Sandro Pertini a ricevere ieri pomeriggio al Quirinale Berlusconi, al posto di Napolitano, lo avrebbe preso a calci nel sedere e gli avrebbe impartito già da tempo serie direttive per abbandonare la carica di Presidente del Consiglio.
Invece Napolitano, sveglio solo nel firmare decreti "salva-corrotti", ha ben pensato di invocare un "abbassamento dei toni, delle tensioni, altrimenti la legislatura è a rischio" .
Caro Napolitano, qui è la Costituzione e la pazienza degli Italiani che è a rischio, e abbiamo già travalicato tutti i limiti considerati ragionevoli per un essere umano.
Dove stanno l'Onestà e il Coraggio invocati da Pertini?
Abbiamo al governo un premier malato ed irresponsabile, siamo un Paese economicamente in ginocchio dove giungono ogni giorno decine e decine di richieste di fallimento da parte delle piccole-medie imprese, siamo ridicolizzati su tutta la stampa estera, siamo governati da 70-80enni (da destra a sinistra) che non hanno idee e non sanno nemmeno cosa significhi attuare un programma politico che abbia reali proposte di crescita occupazionale per i giovani (disoccupazione giovanile al dato record del 24,7%), abbiamo una stampa nazionale che si occupa principalmente di festini tra puttane e puttanieri, parlamentari fascisti come La Russa che prendono a calci un giornalista che fa domande "scomode" e poi continuiamo ad essere schiavi delle banche, seguendo ossequiosamente sia in Europa che negli USA il diktat imposto rispettivamente dalle privatissime B.C.E. e Federal Reserve.
E noi restiamo a guardare, inermi a questo stato di cose, privi di indignazione. Ma ecco che appena in tempo, quando qualcuno potrebbe alzare la testa, che giunge la distrazione di massa astutamente programmata: la partita di calcio della squadra del cuore, l'arrivo diel festival di Sanremo in cui si deciderà quale sarà la valletta meglio vestita, il Grande Fratello e via con le solite distrazioni. E continuerà ad essere sempre così finchè l'italiano medio continuerà a vegetare sulla sua poltrona davanti a quella scatola nera chiamata televisione; finchè non deciderà di trovare le informazioni necessarie da altre fonti e per conto suo (senza aspettare che gli si vengano imboccate dai media di regime); finchè non capirà che tutte le decisioni prese (e non prese) a partire dai consigli comunali della sua città fino ai decreti legge firmati in parlamento influiscono sulla sua vita, sul suo benessere e sul suo futuro; finchè non intuirà l'importanza di essere parte attiva della res-publica, ovvero di far contare e dare peso al suo pensierio attraverso referendum, raduni cittadini, assemblee popolari, manifestazioni civili.


Mi domando Pasolini cosa avrebbe scritto sugli Italiani in questo preciso momento storico; ma la risposta credo di intuirla.
Finchè questa PRESA DI COSCIENZA non avverrà, potrà anche cadere a breve un governo-berlusconi, ma ne salirà un altro (di destra o sinistra non fa alcuna differenza, tanto restano entrambi "zerbini" dei banchieri internazionali) che ipnotizzerà il popolo circa un presunto cambiamento socio-politico, farà finta di cambiare tutto per non cambiare nulla.
La volontà di attuare un cambiamento degno di questo nome deve partire dai Giovani, i quali devono avvertire tutta la loro sana indignazione e procedere ad una rivoluzione culturale e sociale, senza violenza, ma che sia forte delle proprie idee di rinnovamento.
Non permettiamo che siano dei vecchi puttanieri, ex-veline, fascisti, corrotti e corruttori a prendere decisioni che influiscono sul nostro presente e sul nostro futuro, è adesso che ci stiamo giocando la nostra vita, per cui è adesso il momento di mettere in campo tutte le nostre energie per farci sentire e per tentare di cambiare le carte in tavola.
C'è una gran bella differenza tra il Vivere e il Sopravvivere.

Salvatore Tamburro