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sabato 7 settembre 2013

NAPOLITANO: "UE MODELLO DI SUCCESSO". INFORMATELO MEGLIO

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affermato al Forum Ambrosetti (una sorta di Bilderberg all'italiana) di ritenere l'Unione europea un modello di successo.

"L'Unione europea rimane un modello di successo che non ha perso la sua vitalità e capacità di attrazione e lo dimostrano anche, a discapito di quanti ne lamentano le intrinseche debolezze, alcuni recenti sviluppi: l'allargamento alla Croazia, il percorso di avvicinamento all'Unione europea dei paesi balcani occidentali e l'adozione dell'euro da parte della Lettonia."

Ho già espresso le mie considerazioni su Napolitano e sul suo passato in un articolo (GIORGIO NAPOLITANO, TRADITORE DEL PCI E SERVO DELLA CIA), citandolo come uomo al servizio del Council for Foreign Relations di Rockfeller e della CIA e non intendo ripetermi. 
Vorrei solo soffermarmi sulla sua affermazione odierna che, a mio avviso, contrasta nettamente con la realtà dei fatti.
Probabilmente quando parla di "successo" inerente al modello Ue credo si riferisca ad un successo per potenze economiche quali la Germania, che dalla nascita dell'Unione Europea ne ha guadagnato notevoli interessi economici; di certo tali vantaggi competitivi non sono stati goduti da Paesi quali Italia, Portogallo, Grecia, Spagna che, invece, hanno visto peggiorare la loro produttività, hanno riscontrato aumenti di disoccupazione, blocco dei consumi, aggravi nella bilancia dei pagamenti.

lunedì 18 giugno 2012

APPELLO AGLI ANIMALISTI: contro chi state manifestando?



Premetto che chi scrive, oltre ad essere un economista, è anche animalista ed vegano, ossia un individuo che non si nutre di carne, pesce o derivati animali, sia per ragioni etiche che salutistiche.
Non rientro nemmeno in quella categoria di "ipocriti" che si dichiarano "animalisti" solo perchè amano unicamente cani e gatti e poi si nutrono senza problemi di un agnellino appena nato e cotto al forno (quelli sono definiti "specisti"), così come non appartengo a quella schiera di "incoerenti" come coloro che vanno a manifestazioni (es. contro la caccia), e poi fanno uno spuntino mangiando un panino al prosciutto o latticini di varia natura.
La ragione per cui scrivo queste righe è scaturita dall'ennesimo evento animalista che ha visto in piazza migliaia di attivisti battersi per difendere la vita degli animali e lottare contro una pratica inutile quale quella della vivisezione; nello specifico mi riferisco alla manifestazione tenutasi a Roma lo scorso 16 giugno, atta a chiedere la chiusura di Green Hill, azienda di Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione.
Ora non starò qui a contestare l'evento, anzi ritengo sia apprezzabile far sentire la propria voce in difesa dei più deboli, in questo caso degli animali. 
Quel che contesto è invece l'"indignazione controllata" della massa: la maggior parte della gente è unita e compatta a scendere in piazza per chiudere un laboratorio di cavie animali, mentre le stesse persone sono spesso ignare del reale funzionamento del sistema economico e chi sia il vero nemico che rende schiavi sia umani che animali. 
Vi siete mai chiesti perchè queste manifestazioni abbiano spazio sui giornali nazionali o in televisione? Esse hanno visibilità solo perchè sono innocue per chi detiene le redini del potere; esse sono inoltre per certi aspetti inutili: la chiusura di un laboratorio non ostacolerà di certo le migliaia di aziende che si occupano di macellazione e commercio di animali, nè bloccherà gli allevamenti intensivi che generano torture prolungate nel tempo agli animali.

venerdì 10 dicembre 2010

La Federal Reserve? Meglio chiuderla secondo gli americani


Mentre in Italia ex patron Callisto Tanzi viene condannato a 18anni di carcere per il crac Parmalat e mentre continua la compravendita dei voti per la mozione di fiducia prevista il 14 dicembre, intanto dagli Stati Uniti si ascolta un coro anomalo espresso da un recente sondaggio creato dall'agenzia Bloomberg su un campione di elettori americani. I risultati di questo sondaggio propongono delle dichiarazioni molto scomode per Ben Bernanke (visibilmente affranto nella foto), presidente della Federal Reserve: per il 39% degli interpellati la FED non dovrebbe essere una entità indipendente ma dovrebbe rispondere al Congresso, mentre per il 16% andrebbe abolita completamente. Solo per il 37% la Fed dovrebbe rimanere una istituzione indipendente dalla politica (come lo è adesso...in mano a privati, più indipendente di così?!). Se il sondaggio si traducesse in una votazione reale Bernanke dovrebbe trovarsi un nuovo lavoro.
La FED altro non è che una banca centrale controllata da un'entità esterna privata: le lobby di Wall Street, ossia Rothschild, Rockefeller, Morgan & company.
Evidentemente, per gli americani partecipanti al sondaggio, le soluzioni attuate da Bernanke di iniettare 3.300 miliardi di dollari di liquidità nel sistema finanziario USA e comprare 600 miliardi di dollari di titoli del Tesoro si sono rivelate poco gradite, per non dire fallimentari.

Salvatore Tamburro