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sabato 7 settembre 2013

NAPOLITANO: "UE MODELLO DI SUCCESSO". INFORMATELO MEGLIO

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affermato al Forum Ambrosetti (una sorta di Bilderberg all'italiana) di ritenere l'Unione europea un modello di successo.

"L'Unione europea rimane un modello di successo che non ha perso la sua vitalità e capacità di attrazione e lo dimostrano anche, a discapito di quanti ne lamentano le intrinseche debolezze, alcuni recenti sviluppi: l'allargamento alla Croazia, il percorso di avvicinamento all'Unione europea dei paesi balcani occidentali e l'adozione dell'euro da parte della Lettonia."

Ho già espresso le mie considerazioni su Napolitano e sul suo passato in un articolo (GIORGIO NAPOLITANO, TRADITORE DEL PCI E SERVO DELLA CIA), citandolo come uomo al servizio del Council for Foreign Relations di Rockfeller e della CIA e non intendo ripetermi. 
Vorrei solo soffermarmi sulla sua affermazione odierna che, a mio avviso, contrasta nettamente con la realtà dei fatti.
Probabilmente quando parla di "successo" inerente al modello Ue credo si riferisca ad un successo per potenze economiche quali la Germania, che dalla nascita dell'Unione Europea ne ha guadagnato notevoli interessi economici; di certo tali vantaggi competitivi non sono stati goduti da Paesi quali Italia, Portogallo, Grecia, Spagna che, invece, hanno visto peggiorare la loro produttività, hanno riscontrato aumenti di disoccupazione, blocco dei consumi, aggravi nella bilancia dei pagamenti.

martedì 22 novembre 2011

Intervista a RADIO SBS





Cliccando sul tasto Play potete ascoltare una mia intervista radiofonica registrata il 19/11/2011 dalla radio australiana SBS.
Il mio intervento riguarda i minuti 23:00-30:00, ed accenno al governo Monti, banche, Bilderberg e Trilateral.

Si ringraziano: l'intervistatrice Roberta Giaconi, conduttori Carlo Oreglia e Magica Fossati.

Salvatore Tamburro

venerdì 21 ottobre 2011

La storia del "signore delle scimmie"


Nel feudo di Chu, un vecchio si guadagnava da vivere addestrando delle scimmie. La gente del posto lo chiamava "Ju Gong" (signore delle scimmie).
Ogni mattina, il vecchio radunava le scimmie nel suo cortile, e ordinava alla più anziana di condurre le altre sulle montagne per raccogliere frutta da cespugli e alberi. Ogni scimmia doveva consegnare un decimo del raccolto al vecchio, questa era la regola. Quelle che non la rispettavano, venivano frustate senza pietà. 
Tutte le scimmie pativano gravi sofferenze, ma non osavano lamentarsi.
Un giorno, una scimmietta chiese alle compagne: <<E' stato il vecchio a piantare gli alberi da frutta e i cespugli?>>. Le altre risposero: <<No, sono cresciuti spontaneamente>>. Allora la scimmietta domandò: <<Non possiamo raccogliere i frutti senza il permesso del vecchio?>>. E le altre: <<Certo che si>>. 
La scimmiettà proseguì: <<Allora perchè dobbiamo dipendere da lui, perchè dobbiamo servirlo?>>.
Prima che la scimmietta potesse finire la frase, tutte le altre scimmiette all'improvviso ebbero un'illuminazione.
Quella notte stessa, mentre il vecchio dormiva, le scimmie abbatterono il recinto in cui erano segregate, presero i frutti che il vecchio aveva in magazzino, li portarono nella foresta e non fecero più ritorno. 
Alla fine il vecchio morì di fame.
"Governare con l'inganno" di Yu Li Zi (1311-1375)

Secondo Yu Li Zi ci sono uomini nel mondo che governano con l'inganno e non con rettitudine. Non sono forse come il signore delle scimmie? Non si rendono conto della propria confusione mentale. E appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.
I politici, con la complicità dei mezzi di informazione, tendono a raffigurarci problemi marginali offrendoci soluzioni sterili. Fingono di cambiare tutto, per poi non cambiare nulla.
La verità va ricercata nella comprensione del vero funzionamento del sistema socio-economico, basato sulla truffa del debito pubblico, sul signoraggio, su una politica monetaria delegata nelle mani di istituzioni private come le banche centrali (BCE e Federal Reserve) o istituzioni sovra-nazionali come FMI, WTO, ONU, Bilderberg, PNAC, CFR, RIIA.
Non aspettatevi liberatori che provengano dall'esterno per salvarvi; cominciate ad informarvi da fonti indipendenti, spegnete la tv e maturate dentro di voi quell'istinto di ribellione a tutte le forme di schiavitù che opprimono la logica, il corpo e la realizzazione dei vostri sogni.

Salvatore Tamburro

venerdì 2 settembre 2011

Non toccate la manovra o Trichet si arrabbia!


Sono sempre più frequenti gli episodi che ci fanno capire come i nostri politici, al governo e ancor meno all'opposizione, non abbiano alcuna voce in capitolo nel gestire l'economia del Paese. 
Il diktat proviene sempre dall'oligarchia bancaria, da istituzioni private e sovra-nazionali (non elette da alcun cittadino) quali FMI, BCE, Federal Reserve, WTO, etc. etc. .
Mi riferisco al monito fatto da Trichet, presidente della BCE, all'Italia colpevole di modificare la propria manovra finanziara in discussione in questi giorni.
In un intervista riportata oggi sul Sole24Ore Trichet dichiara:

"Le misure annunciate dal governo il 5 agosto sono estremamente importanti per ridurre rapidamente il deficit pubblico e migliorare la flessibilità dell'economia italiana. E' quindi essenziale che gli obiettivi annunciati di miglioramento delle finanze pubbliche siano pienamente confermati e concretizzati. Questo è decisivo per consolidare e rafforzare la qualità e la credibilità della strategia italiana e dell'impegno del governo italiano a ripagare i suoi debiti." 
In sostanza l'Italia ha già pattuito l'onere di un nuovo debito (ogni manovra finanziaria indebita ulteriormente il Paese, in virtù del fatto che il Paese è privato del potere di sovranità monetaria) e a Trichet & Company non sta bene questo cambio di tendenza nel correggere la manovra fiscale.
Ciò che conta è pagare il debito pubblico ad ogni costo!
Interessante poi la risposta di Trichet circa l'indipendenza della BCE: "Tutti sanno che siamo fieramente indipendenti (dai governi). Il consiglio direttivo ha dimostrato la sua indipendenza attraverso le sue decisioni e anche attraverso i suoi messaggi precisi e chiari ai governi in tutte le occasioni."

domenica 19 giugno 2011

Bilderberg 2011


Daniel Estulin  è uno scrittore russo, interessato da anni alle attività del Gruppo Bilderberg,  ossia una ristretta élite di politici, finanzieri, militari e imprenditori che si incontra annualmente in segretissime riunioni.
Riporto di seguito un suo articolo che racconta l'ultimo incontro del Bilderberg, tenutosi il 9-12 giugno 2011 a Saint Moritz, Svizzera.

Premessa

Nel mondo della finanza internazionale, c'è chi dirige gli eventi e chi reagisce agli eventi. Mentre si conoscono meglio i secondi, più numerosi, e apparentemente più potenti, il vero potere rimane ai primi. Al centro del sistema finanziario globale c'è l’oligarchia finanziaria oggi rappresentata dal gruppo Bilderberg.

L’organizzazione del gruppo Bilderberg è dinamica, si adatta ai tempi, assorbe e crea nuove parti mentre espelle quelle che decadono. I suoi membri vanno e vengono ma il sistema non è mai cambiato. È un sistema che si perpetua, una ragnatela virtuale di interessi finanziari, politici, economici e industriali intrecciati con il modello di fondo veneziano ultramontano al suo centro.

martedì 14 giugno 2011

Il Banchiere che smaschera il Bilderberg


Rivelazioni da prendere con le pinze, ma comunque degne di nota, queste fatte da Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank che durante un'intervista rilasciata al settimanale russo “NoviDen” ha sparlato liberamente sui misfatti del Bilderberg e della finanza internazionale.

Di seguito l'intervista integrale, la cui fonte originale la trovate qui

D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?

R: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fù l’unico caso. Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso.