sabato 1 dicembre 2012

COME AGGIRARE IL PAREGGIO DI BILANCIO?



Pareggio di bilancio, crisi economiche, guerre, terremoti ed uragani: cosa hanno in comune tra loro?
Partiamo dall'inizio: in contabilità di Stato, il pareggio di bilancio sancisce che l'ammontare delle spese pubbliche sostenute dallo Stato e dagli altri enti pubblici sia uguale alle entrate; in questo modo lo Stato evita di ricorrere all'indebitamento.

Il 18 aprile 2012, il Senato ha approvato il ddl costituzionale di riforma dell'art. 81, che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione, raggiungendo col voto unanime di Pd, PdL e Terzo Polo, il quorum di 214 voti su 321 aventi diritto necessario ad evitare il referendum popolare confermativo.

Il nuovo articolo 81 della Costituzione italiana recita:

« Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale. »

Dopo questo ennesimo oltraggio al popolo italiano, dichiarando di fatto che i diritti dei cittadini (assicurare beni e servizi) vengono dopo rigide regole di bilancio, conseguenza di fatto del potere dell'oligarchia bancaria e dei mercati finanziari sullo Stato e della conseguente perdita di sovranità monetaria, siamo arrivati anche a sancire una eventuale "giustificazione" qualora questo pareggio di bilancio non si raggiungesse.
"Giustificazione" che il sottoscritto analizza con notevole preoccupazione, visto che la "Proposta di legge recante disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art.81", che a breve diventerà legge, afferma proprio che in caso di sisma, di guerra o di una grave crisi finanziaria i conti pubblici potranno andare in rosso, seppur temporaneamente. 

sabato 24 novembre 2012

A MUSSARI (A.B.I.) NON PIACE BASILEA 3



"Basilea 3" è un articolato insieme di provvedimenti di riforma, predisposto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria al fine di rafforzare la regolamentazione, la vigilanza e la gestione del rischio del settore bancario. Tali provvedimenti mirano a:
  • migliorare la capacità del settore bancario di assorbire shock derivanti da tensioni economiche e finanziarie, indipendentemente dalla loro origine;
  • migliorare la gestione del rischio e la governance;
  • rafforzare la trasparenza e l'informativa delle banche.

In sostanza Basilea 3 ha lo scopo di fissare quali siano i requisiti minimi che determinano quanto patrimonio debba avere una banca rispetto alla rischiosità degli asset che ha in bilancio, quindi di conseguenza tenderebbe a limitare anche le operazioni speculative fatte dalle banche con i nostri soldi versati sui conti correnti.

Ovvio che questo progetto non possa piacere a Mussari (presidente ABI - Associazione Bancaria Italiana) che difende la categoria degli speculatori istituzionali, ossia le banche nostrane. Secondo Mussari l'introduzione dei nuovi criteri di patrimonializzazione delle banche sarebbe solo controproducente, poiché penalizzerebbe le banche "che secondo lui" svolgono un ruolo di supporto allo sviluppo economico, causando una stretta creditizia alle imprese.

Vorrei ricordare a Mussari che la stretta creditizia c'è già da molto tempo, i rubinetti del credito sono chiusi e, ancor peggio, le banche richiamano all'incasso mutui e prestiti concessi a famiglie ed imprese che sono costrette a dichiarare fallimento, perché sommerse dai debiti e dalle rate di finanziamento da estinguere. 
Inoltre, vorrei sempre ricordare a Mussari che le iniezioni di liquidità (oltre mille miliardi di euro) regalate dalla BCE alle banche europee al tasso agevolato dell' 1% (Ltro) non sono finite nell'economia reale, bensì sono state utilizzate dalle banche in massima parte per ricapitalizzare i propri bilanci o per speculare sui nostri Titoli di Stato. Tutto il contrario di quanto aveva assicurato il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, alla commissione Bilancio alla Camera: "Utilizzeremo la liquidità della Bce per finanziare imprese e famiglie".

Chiedere all'ABI un parere sulle regole che dovrebbero essere imposte dall'Ue agli istituti bancari per meglio gestire i rischi sistemici è come chiedere a un ladro incallito di smettere di rubare.

Salvatore Tamburro

sabato 10 novembre 2012

LA KfW, la BANCA NAZIONALE "SEGRETA" (ma mica tanto) DELLA GERMANIA



La Germania e, di recente, anche la Francia di Hollande sono dei "furbetti internazionali", poiché si sono dotati di una banca pubblica che finanzia apparati industriali fondamentali per la crescita delle PMI dei loro Paesi, e allo stesso tempo truccano i bilanci statali per far apparire il debito pubblico meno elevato di quello degli altri Stati.

Partiamo prima con una premessa fondamentale. Come tutti sanno nell'Unione europea c'è la Banca Centrale Europea che ha l'obiettivo di gestire la politica monetaria (controllando la base monetaria o fissando i tassi di interesse a breve) e di controllare il tasso di inflazione. La banca centrale di ciascun paese europeo, detta anche BCN, Banca Centrale Nazionale, forma, insieme alla Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
Quanto all'indipendenza della BCE e e delle BCN dai governi nazionali essa è chiarita già citando alcuni articoli che si rivelano fondamentali nella politica monetaria della zona euro:
  • l’art.105 del trattato di Maastricht, infatti, prevede che “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità.”;
  • l’art.107 aggiunge che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti loro attribuiti… né la BCE, né una BCN, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari, nonché i Governi degli Stati membri, si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.” ;
  • all’art.108 A.1, si legge che “ la decisione (della BCE, n.d.r.) è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati” (ossia noi cittadini europei). 

Sembra essere un vero e proprio potere assoluto, in materia di politica monetaria, nelle mani della BCE che è un ente privato sovranazionale, espressione del totalitarismo della grande finanza.

venerdì 9 novembre 2012

MARIO MONTI BOCCIATO IN ECONOMIA REALE


Aumento delle tasse, della disoccupazione e del debito pubblico; questi sono i dati principali del governo Monti. Il dato sconcertante è il finanziamento alle banche italiane, liquidità che non è finita nell'economia reale, ossia nelle casse di famiglie ed imprese.
Analizziamo un anno di governo "tecnico" guidato da Monti, rappresentazione dell'anti-democrazia per eccellenza, che tipo di risultati abbia portato agli italiani.
Non voglio spezzare una lancia a favore del governo Berlusconi-Tremonti (durato fino a novembre 2011) che ha comunque le sue pecche, vorrei invece frenare gli animi di coloro che appena un anno fa esultavano irrazionalmente per la caduta dell'era Berlusconi, senza rendersi conto di finire direttamente tra le fauci del leone, di accogliere una banda di ladri in "casa nostra" e di perire di recessione violenta.

lunedì 5 novembre 2012

I DATI DELL'AUSTERITY IN ITALIA



I recenti dati Istat dimostrano che le politiche dell'austerità siano tutte da bocciare.
  • Disoccupazione: nel 2012 c'è stato un incremento del tasso di disoccupazione (10,6%). Nel 2013 il tasso di disoccupazione continuerà a salire (11,4%)
  • Prodotto interno lordo: per il 2012 l'Istat prevede una riduzione del prodotto interno lordo italiano pari al 2,3%, ossia non c'è crescita economica
  • Consumi: crollo dei consumi con una contrazione del 3,2%. Giustamente senza lavoro e senza produzione cosa c'è da consumare?
  • Tasse: +10,627 miliardi di euro di entrate tributarie rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Queste politiche di austerity basate su tagli della spesa pubblica e aumento delle tasse non fanno altro che condurre  il popolo verso il baratro: disoccupazione e recessione economica.
Quando lo capiranno questi "tecnici", servi dell'oligarchia bancaria e delle multinazionali, che per far crescere un Paese c'è bisogno di una politica monetaria ESPANSIVA, finanziando la spesa pubblica, stimolando gli investimenti alle imprese ed i consumi, e non una politica monetaria RESTRITTIVA come quella che stanno facendo, con la scusa banale di seguire il pareggio di bilancio imposto dai quei criminali di Francoforte? La mia domanda è retorica, ovvio che i "tecnici" al governo sono ben consci di questo, poichè la loro missione è proprio quella di seguire alla lettera i compiti della BCE e FMI, controllare il popolo attraverso il debito e dare in pasto alle corporations beni e servizi che prima erano pubblici, mentre ora grazie alle PRIVATIZZAZIONI arricchiscono gli azionisti della SpA "amiche delle banche". 

venerdì 12 ottobre 2012

PREMIO NOBEL Ue PER LA MIGLIOR RECESSIONE ECONOMICA


Il premio Nobel per la Pace 2012 è andato all'Unione Europea, con la motivazione: "Il più importante risultato dell'Ue e' l'impegno per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall'Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d'Europa da un continente di guerra a un continente di pace". 
A sentirlo sembra una barzelletta, invece è proprio così.
E' un affronto alla dignità umana pensare di conferire un Nobel per la Pace ad un progetto, prima economico e poi politico, che ha come obiettivi: conseguire una delle più grandi operazioni basate sul controllo di massa, annullare il potere sovrano dei singoli Stati per conferirlo nelle mani di organizzazioni sovranazionali non elette da alcun cittadino europeo, imporre il proprio diktat su 500 milioni di persone costrette a subire scelte che  conducono ai limiti della sopravvivenza, al degrado fisico ed intellettuale, fino a casi estremi di suicidio per indebitamento. 
Ormai è risaputo che l'assegnazione dei premi Nobel sia tutta una questione politica, dove a vincerlo non sono sempre i più meritevoli. Ad esempio fu assurda l'assegnazione del premio Nobel per la pace ad Obama "per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli", quando il presidente USA si era appena insediato alla casa bianca, e non aveva fatto ancora nulla per promuovere la pace, anzi mostrandosi successivamente un guerrafondaio come i suoi predecessori.
Tornando all'Ue dobbiamo ammettere che se "in casa nostra" possiamo non aver subito guerre, di certo non abbiamo evitato di esportarle altrove (Gheddafi ringrazia dall'oltretomba) e già questo denoterebbe un requisito inadatto a percepire un Nobel per la pace.

domenica 30 settembre 2012

DISOCCUPAZIONE O DEBITO PUBBLICO? (ebook gratis)



ANALISI DELLA DOMANDA AGGREGATA DA KEYNES A TAMBURRO, IL FALLIMENTO DEL LIBERISMO E LA SALVEZZA NELLA SOVRANITA' MONETARIA.

SCARICA L'E-BOOK GRATUITO QUI (andare in File\Scarica in formato pdf) 

PERCHE' OGGIGIORNO E' IMPOSSIBILE RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE SENZA AUMENTARE IL DEBITO PUBBLICO?

Le politiche liberiste, quelle che continuano a dire che il mercato si autoregoli da solo, senza l'intervento dello Stato, hanno ormai conclamato i loro fallimenti, conducendo a misure nefaste per l'economia, continuando a mietere vittime tra i cittadini, i quali si ritrovano sempre più collassati sotto il peso di debiti, tasse da pagare e mancanza di lavoro.
Partiamo quindi dalla teoria keynesiana per ricercare una soluzione che sia più valida di quelle liberiste. Secondo Keynes, che ha sempre sostenuto l'intervento dello Stato nelle decisioni di politica economica, la crisi era dovuta ad un’insufficienza di domanda nata sia da parte dei consumatori per i beni di consumo che da parte delle imprese per i beni di investimento. 
La cosiddetta "rivoluzione keynesiana" a partire dal 1936 offrì ad economisti e uomini di governo una visione della politica economica che rimase pressoché egemone fino al fiorire, negli anni settanta, del monetarismo, che ebbe come capofila Milton Friedman. Peccato che il liberismo di Friedman sia applicabile solo per mezzo di shock violenti, leggasi crisi economiche, spesso creati ah hoc, che conducono lo Stato a perdere potere monetario in ambito decisionale per trasferirlo nelle mani di istituzioni sovranazionali (come oggigiorno vediamo con la Banca Centrale Europea o con il Fondo Monetario Internazionale), le quali applicano misure di austerità e conducono l'economia ad approvare selvagge privatizzazioni, favorendo così i profitti delle grandi multinazionali a discapito del benessere del popolo. Anche le teorie di un altro famoso liberista, come Friedrich von Hayek, sono risultate fallimentari. Secondo Hayek andava promossa la “demarchia”, un sistema di prezzi liberi tipico del libero mercato e potere minimo all'interventismo dello Stato. Hayek ha fallito perché i mercati sono incapaci di equilibrarsi da soli e perché non bisogna incidere al ribasso sui consumi, per tentare di ridurre la disoccupazione - come lui sosteneva. Anche il liberista Pigou, per tentare di contrastare la visione di Keynes, fece leva su un effetto ricchezza operante sul consumo, presto noto come “effetto Pigou”, secondo il quale, riducendosi i salari, si riducevano anche i prezzi dei prodotti finali: ciò nell'economia reale si rivelò cosa del tutto falsa, poiché era inutile scagliarsi contro i sindacati, colpevoli secondo Pigou, di fissare un livello salariale troppo elevato.
La verità è che se i lavoratori non dispongono di un salario adeguato finiscono per non spendere, e se non spendono si abbassa la domanda, portando gli imprenditori a desistere dal tenere attività imprenditoriali, con la conseguenza che le aziende chiudono o dichiarino fallimento, generando così disoccupazione. Anzi, c'è da aggiungere che se i salari sono bassi, la domanda dei lavoratori (il consumo) è ovviamente bassa e allora tutti i prodotti che vengono realizzati dalle imprese  rimarranno invenduti.

sabato 22 settembre 2012

LA MORTE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO



Dichiaro la pena capitale per il Partito Socialista Italiano (PSI) in quanto, oltre ad essere completamente assente dalla odierna scena socio-politica, si è indebitamente appropriato del termine "socialista", colpevole quindi di utilizzare una denominazione ingannevole, oppure, inconsapevolmente, colpevole di aver sbagliato l'ideologia da perseguire.
Che un economista indipendente come me ritenga i partiti politici, da destra a sinistra, in gran parte collusi con l'oligarchia bancaria e, quindi, non degni nemmeno di sprecare tempo a descriverli, è cosa risaputa. Ma vorrei soffermarmi oggi sull'utilizzo della parola "socialismo", inclusa nel moderno "Partito socialista italiano", quello "nuovo" fondato nel 2007 per intenderci.
Come si legge da wikipedia "Il Partito Socialista Italiano (PSI) è un partito politico italiano di ispirazione socialdemocratica, che si colloca nella sinistra riformista. Dopo un'alleanza col Partito Democratico, nell'Unione di centro-sinistra, e una con la coalizione di sinistra laica e alternativa Sinistra e Libertà, dal 2010 non aderisce a nessuna coalizione e dal 4 novembre 2011, con l'adesione al partito del senatore Carlo Vizzini, ha il suo rappresentante in Parlamento.". In realtà per le prossime elezioni politiche 2013, pur di ottenere qualche poltrona in Parlamento, quasi sicuramente si alleeranno col PD di Bersani e col Sel di Vendola, come già auspicato dallo stesso segretario nazionale del PSI, Riccardo Nencini.
Ma a parte strategie di "sopravvivenza parlamentare" che poco mi interessano, e delle quali lascio interessarsi i giullari politici e mediatici di regime, ritengo sia necessario richiamare l'importanza sull'uso dei termini.
Il socialismo dovrebbe rappresentare quella ideologia basata sull'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico. 

giovedì 20 settembre 2012

L'AUSTERITÀ' EUROPEA E LA PROSPERITÀ' SVEDESE


Mentre in Europa la ricetta economica più seguita è quella dell'austerità, ossia tagli della spesa pubblica (riducendo i beni e servizi offerti ai cittadini), riduzione dei salari, aumento delle imposte fiscali, in Svezia fanno il contrario: aumentano la spesa pubblica!
Il piano di spesa del primo ministro Fredrik Reinfeldt prevede infatti rispetto al 2012 un aumento di 24 miliardi di corone (2,83 miliardi di euro), “di cui 23,4 sono già stati impiegati”. Una cifra compresa tra lo 0,5 e l’1 per cento del pil.
Tra i principali beneficiari dell’aumento ci sono le imprese (che beneficiano di una riduzione delle imposte dal 26,2 al 22 per cento), l’occupazione giovanile, la ricerca, le infrastrutture, la polizia e il sistema giudiziario, tutti settori che in paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, hanno subito drastici tagli.
In Svezia gli standard di vita sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Australia, Giappone e degli altri Paesi nordici europei. Il suo punto di forza è basato su un sistema socialista, fortemente statalista, in cui la presenza dello Stato nelle faccende socio-economiche è molto marcata.

martedì 21 agosto 2012

ISTITUIAMO CAMPI DI CONCENTRAMENTO PER BANCHIERI



La mia proposta di istituire dei campi di concentramento per banchieri può sembrare troppo dura o spietata per le persone benevoli e sempre pronte ad essere misericordiose verso il prossimo, ma io non appartengo a questa categoria di individui.
Rispetto la legge, non evado il fisco, al massimo prendo qualche multa per divieto di sosta, ma è contro la mia morale arrecare danno ad altri esseri viventi.
Questo stile di vita, però, non appartiene ai "banchieri", in particolare mi riferisco ai banchieri internazionali che dirigono la politica monetaria nazionale ed mondiale, non di certo i miei attacchi sono rivolti a direttore della filiale bancaria sotto casa che molto spesso è completamente ignaro del reale meccanismo che regola l'economia internazionale.
I banchieri sono colpevoli di gestire la politica monetaria della maggior parte dei Paesi che adesso giaciono in recessione economica, livelli record di disoccupazione, iperinflazione, livelli record di imposizione fiscale e di debito pubblico. Tutti reati, molti dei quali compiuti nella più completa indifferenza delle leggi costituzionali vigenti, che provocano malessere sociale, suicidi di padri di famiglia, impossibilità di sperare in un futuro più roseo per l'avvenire dei propri figli o nipoti.
Ecco perchè i banchieri, colpevoli di questi crimini, non meritano a mio avviso alcune misericordia e  dovrebbero essere immediatamente internati all'interno di campi di concentramento creati ad hoc e destinati allo svolgimento di lavori pesanti.
Di sicuro avrebbe un'utilità sociale maggiore vedere personaggi infimi come Mario Draghi, Mario Monti, Van Rompey e tanti altri, occuparsi della bonifica di edifici o terreni agricoli, anzichè proporre le loro ricette di "austerity" che privano i popoli di un futuro, mentre, grazie alle privatizzazioni, accrescono i profitti delle multinazionali "amiche" dei banchieri.


domenica 29 luglio 2012

HITLER, CHAVEZ E IL CAPITALISMO


Per i capitalisti, per i sostenitori della globalizzazione, non esistono preferenze politiche da dichiarare. 
Conta solo una cosa: il profitto.
Che questo profitto sia realizzato sotto un regime democratico, socialista, comunista, nazista, non fa alcuna differenza. Anche sotto uno stesso regime politico, esempio il socialismo-nazionale, i capitalisti possono in certi casi appoggiarlo e trarne profitti, in altri casi attaccarlo (con la complicità dei mass-media collusi), poichè non riescono a ricavarne i guadagni sperati.
Vi faccio un esempio di due regimi nazional-socialisti retti da due illustri rappresentanti: Adolf Hitler e Hugo Chavez
Hitler, leader del partito nazista, dichiarava di essere un socialista, ma era sottinteso che il suo fosse un socialismo “nazionale”, un socialismo solo per i Tedeschi di razza pura; Hugo Chavez, presidente del Venezuela, ha sempre proposto la sua visione di socialismo nazionale.
Dove sta la differenza tra i due allora?
Risiede nel fatto che i capitalisti (americani) abbiano fatto affari immensi con Hitler, mentre con Chavez no.
Grosse multinazionali americane si sono arricchite lavorando per il fuhrer.
La IBM, presieduta da  Thomas J. Watson, aveva insediato in Germania una sua filiale, la Dehomag; la General Motors aveva preso il controllo del più grosso produttore industriale di auto della Germania, la Adam Opel AG; e Ford aveva gettato le basi di un impianto succursale, più tardi noto come la Ford-Werke, a Colonia. La Standard Oil del New Jersey sviluppava collegamenti strettissimi con il trust Germanico IG Farben e forniva petroli ai carri armati tedeschi.

venerdì 27 luglio 2012

REDDITO ASSOLUTO E REDDITO RELATIVO



Tra le varie letture di questi giorni d'estate mi sono imbattuto in un libro un po' sui generis, scritto da Timothy Ferriss, dal titolo "4 ore alla settimana - ricchi e felici lavorando 10 volte meno". Il giovane autore racconta la sua biografia in cui invita il lettore a rivoluzionare il suo stile di vita, evidenziando un messaggio importante: ciò che più conta nella vita è il tempo dedicato alle proprie passioni ed attitudini, non il denaro o le ricchezze che puoi accumulare. L'autore ha messo in pratica questi propositi, ha 35 anni ed è passato da un reddito di 40mila dollari l'anno lavorando 80 ore alla settimana a 40mila dollari al mese lavorando solo 4 ore alla settimana. Come il sottoscritto anche Ferriss dichiara che stare chiusi in un ufficio 7/8 ore al giorno è una convenzione e, come tale, può essere abolita. Io aggiungo che non solo è una convenzione, ma il lavoro è diventato uno dei migliori strumenti di schiavitù imposti dall'oligarchia al potere (banche e corporations) al solo scopo di controllarci e lobotomizzarci (un essere umano "libero" di pensare è pericoloso per il "sistema"), poichè da esseri umani ci hanno abilmente trasformati in "unità produttive" (è così che siamo descritti nelle statistiche), nonostante disponiamo di tutti i mezzi necessari per poter lavorare 1/10 di quanto siamo obbligati a fare adesso per sopravvivere.

Al di là delle soluzioni offerte dall'autore vorrei citarvi un passo del libro che spiega la differenza tra il reddito assoluto e il reddito relativo, in cui si mescolano denaro e tempo.

domenica 15 luglio 2012

LI AVETE MAI VOTATI QUESTI PERSONAGGI?




Herman Van Rompuy - presidente del Consiglio Europeo
Mario Draghi - presidente della Banca Centrale Europea (BCE)
Christine Lagarde - presidente del Fondo Monetario Internazionale (FMI)
Pascal Lamy - direttore dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)
Ban Ki-moon - segretario generale delle Nazioni Unite (ONU)
Jim Yong Kim - presidente della Banca Mondiale (BM)

Avete mai votato personalmente quei personaggi sopra citati e che vedete in foto, i quali risiedono a capo delle maggiori istituzioni che regolano l'economia mondiale? No?! Eppure sono loro che decidono per la vostra vita, sono loro che decidono se andare far guerra ad un altro Paese, se i servizi pubblici concessi prima gratuitamente adesso sono a pagamento, se non trovate un lavoro degno delle vostre aspirazioni, se i vostri salari vengono decurtati a causa della crisi, se rischiate di non vedere più la pensione dopo anni di lavoro, se per ripagare il prestito concesso siete obbligati a subire misure di austerità che impattano sulla vostra condizione sociale.
Ovviamente questi personaggi sono i rappresentanti non-eletti che rispondono del loro operato non al popolo, che appunto non li ha eletti, ma a banche e multinazionali chi li hanno posizionati in quelle posizione di potere allo scopo di poter fare i loro interessi. 

Una cosa è certa: io come voi non abbiamo mai votato quei personaggi per il semplice fatto che il potere è ormai accentrato nelle mani di istituzioni SOVRA-NAZIONALI che per il loro operato non rispondono al governo di alcun Paese.
Prendiamo l'Unione Europea: qualcuno vi ha mai chiesto se avevate intenzione di far parte di un progetto politico di ampia portata così quanto fallimentare come si è poi verificato? La risposta è NO. Ci fu imposto di entrare a far parte del Mercato comune, e quindi fummo raggirati, in quanto senza chiederci nulla hanno poi trasformato quel mercato economico in una vera e propria unione politica europea, con tanto di valuta, senza chiedere il parere ad un solo cittadino europeo.

venerdì 6 luglio 2012

Draghi ha esaurito anche la carta jolly



Dopo che ieri Mario Draghi ha deciso di tagliare i tassi al minimo storico dello 0,75% e portato a zero il tasso sui depositi, ormai il presidente della BCE ha esaurito le sue munizioni.
Nemmeno quei cocainomani degli investitori finanziari gli danno più fiducia.

I risultati sono:
- l'euro è in ribasso sul dollaro
- lo spread sia italiano che spagnolo è salito
- le borse crollano a picco
- i rendimenti decennali sui titoli di stato spagnoli salgono al 7% e quelli italiani al 6,04% (quindi significa maggiori interessi che pagheremo sul debito)

Inoltre mentre tutti vorrebbero un'Unione bancaria che renderebbe collettivi i debiti delle banche, la Merkel e tutti gli economisti tedeschi  restano fermamente contrari. Il loro pensiero è: "siccome abbiamo un sistema bancario solido e regoliamo tutta la politica monetaria nazionale ed europea, perchè dovremmo mai accettare la spazzatura finanziaria di cui sono portatori i paesi PIIGS?"
Dice bene la Finlandia per bocca della sua ministra delle Finanze Jutta Urpilainen: «la Finlandia non resterà legata all'euro a qualsiasi costo e ci prepariamo a tutti gli scenari possibili».
Qualche ministro, non totalmente servo della Troika (Ue-BCE-FMI), ogni tanto avanza un briciolo di coraggio nel lanciare certe affermazioni; poi restano sempre i fatti da valutare.

Il progetto "euro", amministrato dai gangster delle banche, criminali dediti al crimine del signoraggio e portatori di una cultura fatta di disonestà gratuita, si rivela un fallimento totale, capace di generare solo disoccupazione, nessuna crescita economica, privatizzazioni con risorse pubbliche che finiscono nelle mani di multinazionali straniere, lacerazione delle costituzioni nazionali per far spazio a regolamenti internazionali non approvati da alcun cittadino europeo.

Salvatore Tamburro

sabato 30 giugno 2012

La vittoria di Pirro di Super-Mario e l'immunità dell'E.S.M., il nuovo fondo "ammazza-stati"



Per capire perchè quella di Monti sia una vittoria di Pirro partiamo dalla comprensione dell’E.S.M. (Meccanismo Europeo di Stabilità), il cosiddetto fondo salva-stati.

L’ESM sostituirà i fondi European Financial Stability Facility (EFSF) ed European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) attualmente ancora in vigore, nati per salvare gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria.
L’Esm sarà attivo a partire da luglio 2012 e avrà una capacità di 500 miliardi di euro.

La Germania detiene la quota di partecipazione al fondo più alta (un 27%), versando 190 miliardi di euro, seguita da Francia (142 miliardi) e dall’Italia (che versa 125 miliardi di euro).

L’ESM sarà regolato dalla legislazione internazionale e avrà sede a Lussemburgo. Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) a condizioni molto severe, con interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso ESM.
L’ESM è una struttura SOVRANAZIONALE: il suo operato, i suoi beni, averi, ovunque si trovino e chiunque li detenga, dovranno avere immunità da ogni forma di processo giudiziario. Nell’interesse dell’ESM, tutti i membri del personale dovranno essere immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nella loro veste ufficiale e godranno dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali.

martedì 19 giugno 2012

IL P.I.L. (prodotto interno lordo) - Tratto da "Non è crisi, è truffa!"





CAP.1 - IL P.I.L. (Prodotto Interno Lordo)

Il Pil misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere.
(Robert Kennedy)

Quasi quotidianamente ascoltiamo dai media che il nostro PIL  è aumentato o sia diminuito rispetto al mese, al trimestre o all’anno precedente, oppure lo ritroviamo confrontato col nostro debito pubblico, altrimenti ancora col PIL degli altri Paesi.
Ma in realtà cos’è questo famigerato PIL, a cosa serve?
In teoria il PIL, prodotto interno lordo, è quell’indice economico che viene preso come riferimento per valutare la crescita (o decrescita) di un Paese; per essere più precisi, esso è una grandezza aggregata macroeconomica che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo e destinati ai consumi finali, agli investimenti o alle esportazioni nette.
Il PIL è detto ‘interno’ in quanto comprende il valore dei beni e servizi prodotti all'interno di un Paese, anche se a produrli si tratta di un impresa estera; è detto ‘lordo’ perché è comprensivo degli ammortamenti[1] .
Esistono due misure del PIL per l’Italia: il PIL nominale, o in euro correnti, e il PIL reale, o in euro costanti.
Il PIL nominale misura il valore della produzione ai prezzi del periodo in cui è stata ottenuta; il PIL reale, invece, misura la produzione di un periodo ai prezzi di un qualche anno base. Il 1995 costituisce attualmente l'anno base nella misurazione del reddito reale dell'Italia.
Ma questo PIL è veramente un indice rappresentativo  per esaminare la ricchezza di un Paese come vogliono farci credere?
Purtroppo no. Esso è un indice non realistico che, seppur continuamente menzionato in statistiche o da giornalisti e politici in programmi televisivi, non rispecchia tuttavia la reale crescita (o decrescita) del Paese.
Il motivo di questo sfasamento dalla realtà è dovuto al fatto che il P.I.L., oltre a non calcolare tutte le transazioni fatte a titolo gratuito (infatti non considera la consistente fetta del no-profit), considera soltanto le poste in gioco positive della produttività, e non quelle negative.
Facciamo degli esempi pratici.

lunedì 18 giugno 2012

APPELLO AGLI ANIMALISTI: contro chi state manifestando?



Premetto che chi scrive, oltre ad essere un economista, è anche animalista ed vegano, ossia un individuo che non si nutre di carne, pesce o derivati animali, sia per ragioni etiche che salutistiche.
Non rientro nemmeno in quella categoria di "ipocriti" che si dichiarano "animalisti" solo perchè amano unicamente cani e gatti e poi si nutrono senza problemi di un agnellino appena nato e cotto al forno (quelli sono definiti "specisti"), così come non appartengo a quella schiera di "incoerenti" come coloro che vanno a manifestazioni (es. contro la caccia), e poi fanno uno spuntino mangiando un panino al prosciutto o latticini di varia natura.
La ragione per cui scrivo queste righe è scaturita dall'ennesimo evento animalista che ha visto in piazza migliaia di attivisti battersi per difendere la vita degli animali e lottare contro una pratica inutile quale quella della vivisezione; nello specifico mi riferisco alla manifestazione tenutasi a Roma lo scorso 16 giugno, atta a chiedere la chiusura di Green Hill, azienda di Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione.
Ora non starò qui a contestare l'evento, anzi ritengo sia apprezzabile far sentire la propria voce in difesa dei più deboli, in questo caso degli animali. 
Quel che contesto è invece l'"indignazione controllata" della massa: la maggior parte della gente è unita e compatta a scendere in piazza per chiudere un laboratorio di cavie animali, mentre le stesse persone sono spesso ignare del reale funzionamento del sistema economico e chi sia il vero nemico che rende schiavi sia umani che animali. 
Vi siete mai chiesti perchè queste manifestazioni abbiano spazio sui giornali nazionali o in televisione? Esse hanno visibilità solo perchè sono innocue per chi detiene le redini del potere; esse sono inoltre per certi aspetti inutili: la chiusura di un laboratorio non ostacolerà di certo le migliaia di aziende che si occupano di macellazione e commercio di animali, nè bloccherà gli allevamenti intensivi che generano torture prolungate nel tempo agli animali.

domenica 10 giugno 2012

TREMONTI risponde a TAMBURRO


In data 26/05/2012 ho posto la seguente domanda al prof. Giulio Tremonti,  più volte Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica italiana. Il tutto è pubblicato anche sul sito ufficiale dell'ex-ministro.   

TAMBURRO:

Caro Tremonti, 
sono un economista che da anni cerca di denunciare, attraverso libri ed articoli, la grave truffa del signoraggio primario e secondario operato dalle banche, la perdita di sovranità monetaria, attaccando pubblicamente istituzioni sovra-nazionali quali Fondo Monetario, W.T.O., B.M.,B.C.E., che detengono il potere pur non essendo democraticamente elette da alcun cittadino. Le porgo i miei complimenti per aver sempre spiegato in maniera chiara i danni della globalizzazione ed il divario tra finanza speculativa ed economia reale, ma l'intensità dei complimenti si riduce per non aver denunciato pubblicamente e con maggior impeto la truffa del signoraggio, comunicata a mio avviso un po' troppo tra le righe. Qualora alle prossime elezioni politiche si facesse avanti un partito in grado di promuovere la sovranità monetaria, strumenti di democrazia diretta, annullamento del "debito detestabile", Lei si sentirebbe in dovere di supportarlo se non addirittura di candidarsi con esso? 

TREMONTI:

Caro Tamburro,
la mia idea è un po’ meno sofisticata: la dottrina monetarista  ci ha portato al (rischio di ) disastro. Moneta e banche devono essenzialmente rappresentare l’economia reale. Credo che questa debba e/o possa essere l’unica politica possibile.
Tanto cordialmente, Giulio Tremonti


Ringrazio il prof. Tremonti per la risposta, anche se non trovo nulla di tanto sofisticato nella mia idea. Peccato abbia sviato la mia domanda, sarebbe stato interessante leggerne la risposta.
La "dottrina monetarista" a cui allude Tremonti presumo sia il cosiddetto monetarismo che pone l'attenzione sugli effetti macroeconomici del governo dell'offerta di moneta da parte delle banche centrali. Uno dei massimi esponenti del monetarismo fu Milton Friedman, economista che è stato più volte definito l'anti-Keynes, per il suo rifiuto verso qualsiasi intervento dello Stato nell'economia ed il suo sostegno convinto a favore del libero mercato.
Del resto anche la Banca centrale europea basa ufficialmente la sua politica su teorie monetariste, perseguendo l'obiettivo della stabilità dei prezzi (lotta all'inflazione) attraverso la regolazione dell'offerta di danaro ed i risultati li conosciamo andando a visionare i dati del PIGS: crescita zero, recessione economica, misure di austerità (tagli della spesa pubblica), elevati livelli di disoccupazione.

mercoledì 30 maggio 2012

INFLAZIONE O AUSTERITA'? Come scegliere tra sedia elettrica o ghigliottina.



Mentre la Commissione europea ammonisce Spagna, Francia, Italia, Portogallo e altri "alunni svogliati" di non aver applicato con maggiore determinazione le misure di austerità imposte, intanto Bankitalia afferma che i correntisti italiani stanno spostando grandi somme di denaro dalle banche domestiche verso il Nord Europa con un deflusso di 274 miliardi di euro solo nel mese di marzo, mentre in Spagna la banca commerciale Bankia, già parzialmente nazionalizzata con denaro dei cittadini, è pronta a concedere 14 milioni di dollari ad un ex dirigente.

Le crisi economiche sono un grosso affare per le banche ed una condanna per i cittadini.

Molti dei miei colleghi economisti, seguiti a ruota da quei guitti di politici e giornalisti, si dividono tra coloro che preferiscono l'inflazione e coloro che, invece, propendono per accettare misure di austerity imposte dall'alto.
Entrambe le file ritengo siano etichettabili in due modi: o come ignoranti, intesi non in maniera offensiva ma proprio per definizione (nel senso che ignorano il reale funzionamento del sistema economico), oppure siano collusi all'oligarchia bancaria criminale quanto basti per difendere il "padrone".

sabato 26 maggio 2012

"Il vero problema è che ormai fa schifo la gente"



Ecco il nuovo video dell'avv.Alfonso Marra interpretato da Sara Tommasi 'vestita' solo di due cuori neri tatuati uno su un seno e uno sotto l'inguine. Una Sara secondo la quale "il vero problema è che qui ormai fa schifo la gente", a partire dai milioni di 'onesti' pronti a cercare di fermare il vero cambiamento con il silenzio o la denigrazione per il puro gusto di prostituirsi, gratis, alle forze e alle concezioni dominanti.

Il messaggio del video mira, oltre a denunciare la truffa del signoraggio ed attaccare un Casini, servo del potere delle banche poichè come tutti i politici non parla di signoraggio, anche a risvegliare la gente ormai lobotomizzata da quelle notizie sterili, inutili, che tendono a distorcere l'attenzione dai veri problemi della società, quali perdita di sovranità monetaria, debito pubblico, illiceità delle tasse e quanto altro continua ancora ad essere censurato.


Quando si percepirà che l'unica via per un cambiamento positivo sarà ripristinare la sovranità nelle mani del popolo, sconfiggendo l'oligarchia malefica delle banche private che adesso rende schiavi tutti i cittadini, solo allora si verificherà quella evoluzione della società,  da tutti tanto aspirata, verso un benessere collettvo.


Salvatore Tamburro

domenica 13 maggio 2012

LA SUPER BOLLA DEI DERIVATI



JP Morgan, una delle banche commerciali più potenti al mondo, ha ammesso di aver usato i derivati in maniera così aggressiva da perdere due miliardi di dollari in sole sei settimane.
Non è l'unica banca ad avere derivati spazzatura in cassaforte, ma è seguita da una scia di altre banche commerciali, Comuni e fondi di investimento che per adesso continuano a tacere sull'ammontare di codeste sostanze tossiche di cui sono in possesso.

Era circa un anno fa (Banche indagate sui derivati - aprile 2011) che descrivevo i derivati come strumenti altamente speculativi e scambiati nella più totale assenza di regole.
Scrivevo che i derivati non sono altro che delle "scommesse": si scommette che il prezzo dei cereali aumenterà o che quello Stato dichiarerà bancarotta e il tutto viene ben confezionato sotto forma di polizza.
In pratica, si tratta di un accordo tra due parti: un acquirente (detto CDS buyer) e un venditore (detto CDS seller) mediante il quale il venditore si impegna, in cambio di un premio rateale versato dall’acquirente, a pagare una determinata cifra nel caso che ci si trovi di fronte a un credit event, ovvero l’impossibilità di pagare da parte del debitore terzo. In termini molto semplici i CDS sono una sorta di assicurazione sull’insolvenza di un emittente e infatti sono spesso usati proprio con la funzione di polizze assicurative o coperture per chi sottoscrive un’obbligazione.
Non esistono borse ufficiali dove questi strumenti vengono scambiati: gli operatori di banche e fondi comprano e vendono queste polizze chiamandosi l'un l'altro al telefono. I prezzi non sono noti, gli spread denaro/lettera neppure. Si conoscono le informazioni statistiche, medie. Ma nessuno sa veramente cosa avvenga ogni giorno su questo mercato.

sabato 12 maggio 2012

GRECIA FUORI DALL'EURO? ADESSO SI PUO'



La telenovelas "Grecia fuori, Grecia dentro" in onda da molti mesi ormai, sembra stia volgendo al termine soltanto adesso, nonostante il Paese ellenico risulti tecnicamente fallito da oltre 2 anni.
Anche i mass-media adesso si aprono a pubblicare proposte (inesorabili) di fuoriuscita della Grecia dall'Eurozona, riportando le parole di due esponenti di spicco della cricca dei servi dell'elite finanziaria:
1)Schaeuble, ministro tedesco delle Finanze, afferma:
"L'Eurozona può andare avanti anche senza la Grecia."
2)José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea:
"Se un membro del club non rispetta le regole, è meglio che se ne vada dal club".
E ancora l'altro ieri nell'aula dell'Europarlamento Daniel Cohen-Bendit, il leader dei Verdi, ha gridato:
"Quante volte vogliamo far votare i greci, una, due, tre, quattro volte, prima di vederli venire in ginocchio a pregarci di aiutarli".

Poniamoci 2 domande:
1) Perchè non prima? 
2)Qual è il vero timore della Troika?

martedì 8 maggio 2012

LA LOTTA ALL'EVASIONE E' UNA PUTTANATA!



Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un accanimento senza precedenti alla lotta contro l'evasione fiscale internazionale. Ma questi sforzi, di fatto, sarebbero stati del tutto inutili.
Lo dimostra uno studio condotto da due economisti, Niels Johannesen e Gabriel Zucman della Paris School of Economics, citato dal Guardian , che si basa sui dati della Banca dei regolamenti internazionali (BIS). Questi dati dimostrano infatti che, nell'anno appena trascorso, circa 2.700 miliardi di dollari erano celati nei conti bancari offshore. Una somma sostanzialmente equivalente a quella del 2007.  
Lo studio (lingua inglese) lo potete leggere e scaricare qui.
Ciò che significa che gli evasori, magari attraverso complesse strutture societarie (scatole cinesi), hanno trasferito i propri capitali da un paradiso fiscale all'altro.
Tra gli stati più gettonati preferiti per celarsi alle autorità fiscali, vi sarebbero Hong Kong, le isole Cayman e Singapore, mentre la Svizzera figurerebbe addirittura dopo le Isole del Canale e il Lussemburgo. 
Gli autori dello studio avrebbero così posto un grosso punto interrogativo sull'efficacia dell'approccio dell'OCSE e del G-20 alle convenzioni fiscali bilaterali, affermando: 
"Finora, la repressione fatta dal G20 ai paradisi fiscali ha in gran parte fallito; i trattati (in gran parte bilaterali) hanno portato ad un modesto trasferimento dei depositi bancari tra i paradisi fiscali, ma non hanno innescato flussi significativi di fondi al di fuori degli stessi paradisi fiscali ".

giovedì 3 maggio 2012

La spending review: dopo l'inganno, la beffa


Il Governo-Monti, governo tecnico che ha ingannato un intero popolo autoproclamandosi detentore del potere in Parlamento, senza essere democraticamente eletto da alcun cittadino italiano, ora procede con la beffa, ossia finge di chiedere ai suoi cittadini "truffati", attraverso la spending review, quale sia l'opzione più giusta per limare la spesa pubblica. 
Tutti i cittadini, attraverso il modulo "Esprimi la tua opinione", hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a segnalare le spese futili.

Le scelte più votate per ridurre la spesa pubblica (tagli per 4,2 miliardi nel 2012) sembrano riguardare:

sabato 14 aprile 2012

LA PIRAMIDE DEL POTERE


Segui il denaro e troverai il colpevole. 
Quale miglior modo, in una società capitalistica basata sul consumismo e sul profitto, se non quello di seguire la via del denaro per arrivare a conoscere la stratificazione del potere?
Ormai è un dato di fatto che ci troviamo immersi in un contesto economico-sociale in cui il popolo subisce la dittatura (più o meno velata) dell'elite finanziaria, posta ai vertici della piramide del potere.

I diversi livelli della piramide del potere sono ripartiti come segue: 

ELITE FINANZIARIA - L'elite finanziaria globale - compresi i membri o dei rappresentanti delle famiglie Rockefeller, Rothschild e Morgan - tengono riunioni segrete e prendono importanti decisioni in gruppi chiusi, come il Council on Foreign Relations o il Bilderberg. Questi piani vengono poi attuati in tutto il mondo, consolidando ulteriormente la ricchezza materiale ed il controllo globale.

mercoledì 11 aprile 2012

IO ME NE FOTTO DELLO SPREAD!


Partiamo dall'ABC: cos'è lo Spread?
Lo Spread che ormai sentite menzionare ai tg o leggete sui giornali di tutti i giorni fa riferimento precisamente al termine "credit spread", ossia il differenziale tra il tasso di rendimento di un titolo e quello di un altro titolo preso come riferimento.
Nel nostro caso il Titolo di Stato preso come riferimento è il Bund Tedesco.
Ma che vuol dire allora spread a 400?
In questo caso 400 esprime i punti percentuali della differenza tra i due rendimenti; ad esempio abbiamo il rendimento sul BTP (italiano) al 10% e il rendimento sul Bund (tedesco) al 6%, ne consegue che lo spread sarà 10-6= 4 punti percentuali, ossia 400 punti base (es.: "spread vola a 400").


Appurato ciò, oggi lo Stato italiano, servo dell'oligarchia bancaria, poichè privato del potere di emettere moneta, ha collocato 11 miliardi di BOT a breve scadenza (3 e 12 mesi) in tutta fretta e speranza. Perchè?

domenica 25 marzo 2012

TRASFORMATEVI IN INTELLETTUALI!

Come volevasi dimostrare, a parte contatti marginali di mass-media marginali, la mia "LETTERA APERTA DI UN ECONOMISTA AI MEZZI DI INFORMAZIONE" non ha ricevuto, finora, alcuna risposta dai principali organi di informazione. Giornali, radio, programmi televisivi si sono ancora una volta trincerati dietro quelle barriere infamanti usate per occultare la verità.
Essi preferiscono lobotomizzare l'uomo medio bombardandolo di credenze secondo cui benessere passa attraverso il possesso di beni e servizi futili, dotati di obsolescenza programmata, cucendo sulla loro pelle uno stile di vita atto all'immobilismo fisico e psichico. Tutto funzionale a rendere l'uomo imprigionato nella sua stessa illusione, ossia credere di essere libero, quando in realtà è come un criceto in gabbia: anche il criceto crede di essere libero, poichè può decidere di dormire, mangiare e correre nella sua ruota tutte le volte che vuole, ma resta comunque sempre in gabbia.
Vi hanno fatto credere, attraverso il consumismo, che la vostra felicità sia godere del possesso dei beni materiali, senza i quali non potreste vivere e, grazie ai dogmi del capitalismo che hanno imposto con la benevola accoglienza di tutti, ci sono riusciti benissimo. Vi hanno fatto credere che lavorare per 8 ore al giorno, 1920 ore all'anno per 40 anni della vostra vita sia una cosa normale quanto giusta. 
Vi stanno invece rubando la vita in cambio di briciole, privandovi del tempo necessario per realizzare le proprie passioni, attitudini o condividere uno status di amore continuo con i propri cari, lontano da stress ed obblighi.

venerdì 23 marzo 2012

LETTERA APERTA DI UN ECONOMISTA AI MEZZI DI INFORMAZIONE


Alle redazioni di:
(ed altre ancora)

Cari mezzi di informazione,
chi vi scrive è un economista che da tempo cerca di denunciare pubblicamente, attraverso conferenze, libri, articoli e video, in maniera indipendente ed autonoma, il reale funzionamento del sistema economico. 
Rivolgo la mia domanda ai principali mezzi di informazione, sia della carta stampata, che della televisione e delle radio: perchè continuate a tacere sul reale funzionamento del sistema economico, senza informare la collettività della grave truffa del signoraggio bancario, ossia il profitto che ottiene chi crea moneta (si distingue in primario e secondario a seconda che si tratti della creazione fisica di monete e banconote oppure della creazione elettronica di moneta), sulla perdita di sovranità monetaria da parte di un Paese privato del suo potere più importante, ossia emettere moneta e, ancora, continuate ad agire senza denunciare il diktat imposto da istituzioni sovranazionali, non elette da alcun cittadino, che decidono circa la nostra politica monetaria e, quindi, sugli aspetti della nostra vita?

domenica 18 marzo 2012

I FALSARI DI NAPOLI E QUELLI DELLA B.C.E.


Molti, di recente, avranno sentito parlare di Giugliano, paese in provincia di Napoli, passato alle cronache come la patria dei migliori "falsari" d'Europa, poichè il 60% di tutte le banconote in euro false che circolano nell'Unione Europea vengono create proprio da stamperie clandestine site in questo paese.

I falsari di Giugliano sono ormai etichettati come "Napoli Group", con una logica aziendale ben definita:
1) il finanziatore della stamperia, che poi è anche il committente. Di solito un personaggio minore dei clan della Camorra, che si occupa di trovare una macchina tipografica offset di seconda mano (quelle nuove a quattro colori costano anche 500 mila euro), la filigrana, gli inchiostri, gli altri strumenti.
2) il tipografo, addetto alla produzione. 
3) il distributore, ovvero l'uomo di fiducia del committente, colui che ha il compito di organizzare un deposito, rigorosamente lontano dalla stamperia, e di tenere i contatti con i clienti.

venerdì 16 marzo 2012

HAI O AVEVI UN FIDO IN BANCA? ALLORA RECUPERA I TUOI SOLDI!


Le banche sono ormai considerate degli "usurai legalizzati".
Perchè? Perchè in molti casi, ormai sanciti dalla stessa magistratura, compiono degli illeciti ai danni dei loro correntisti, siano essi semplici cittadini o imprenditori.

Tra gli illeciti più gravi troviamo i FIDI BANCARI (o affidamenti), ossia  l'impegno assunto da una banca a mettere una somma di denaro a disposizione del cliente.

Succede che attraverso i fidi, però, le banche finiscano per compiere degli ILLECITI:
1)applicano tassi di interessi illegali
2)commissioni di massimo scoperto
3)anatocismo (applicazione di interessi su interessi)
4)accredito differito dei versamenti
ed altre casistiche.

Tutte le persone che adesso o in passato abbiano avuto un fido hanno la possibilità di chiedere il rimborso del denaro alla propria banca, con risarcimento del 10-15% dell'importo del fido per ogni anno di durata dello stesso.
Esempio: chi ha avuto un fido di 100.000€ per 8 anni, potrà riottenere fino a 10.000-15.000€ all'anno, per un totale di 80.000-120.000€!!!

REQUISITI PER AVVIARE UNA CAUSA:
- Accensione di un fido bancario presente o passato
- La causa va fatta entro 10 anni dal giorno in cui il conto è stato chiuso (dopo va in prescrizione), e si può recuperare tutto, anche se il conto è durato ad esempio 30 anni.
- Possesso degli estratti conto bancari per esaminare tutte le voci di conto (N.B.: se non si hanno è possibile chiederli alla banca che è obbligata a fornirli entro 3 mesi dalla richiesta).

Sono milioni i cittadini e gli imprenditori ignari di poter recuperare i soldi pagati indebitamente alle banche. 

L'associazione "FermiamoLeBanche&LeTasse", fondata nel 1987 dall'avv.Alfonso Luigi Marra, opera in tutta Italia da oltre 25 anni, aiutando persone ed aziende contro gli illeciti bancari, stravincendo tutte le cause, poichè si tratta di cause generalmente vinte in partenza sia in relazione all’usura, e sia all’anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito tardivo degli assegni, e così via, perché la giurisprudenza in materia è favorevole.

Cosa aspetti a recuperare i tuoi soldi illecitamente sottratti e regalati alle banche?

CONTATTAMI PER INFORMAZIONI ED OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO:

dott. Salvatore Tamburro
email 1: salvatore.tamburro@gmail.com
email 2: tamburro@pas-fermiamolebanche.it
Fax: 081-0099074

mercoledì 29 febbraio 2012

Se la B.C.E. regala soldi alle banche, perchè le banche non regalano soldi ai cittadini?


Proprio oggi la BCE ha concesso un bel regalino alle banche europee, il secondo per essere precisi: sono stati assegnati 529,53 miliardi al tasso dell'1% a 36 mesi. L'importo ha addirittura superato quello assegnato in occasione della prima asta (fatta a dicembre) quando le banche europee avevano prelevato 489 miliardi (di cui 110 in favore delle banche italiane). 
Le banche che ne hanno fatto richiesta sono state 800 contro le 523 della tornata precedente.
Le banche italiane si sono arraffate una quota pari a 139 miliardi lordi, equivalenti a circa 80 miliardi al netto del riassorbimento di operazioni di scadenza più breve.

Debito DETESTABILE, Sovranità Monetaria e Democrazia Diretta

Estratto della Conferenza presso il Natural Expo' di Forlì

Per vedere la conferenza in versione integrale guarda: Video 1 e Video 2

- DEBITO DETESTABILE
- SOVRANITA' MONETARIA
- DEMOCRAZIA DIRETTA




Salvatore Tamburro

giovedì 23 febbraio 2012

SOLO IPOCRITI E SPECULATORI AUSPICANO IL SALVATAGGIO DELLA GRECIA


L'ostinazione dei mass-media nel censurare la verità e l'ipocrisia di politici ed economisti nel sostenere a tutti i costi il salvataggio della Grecia ha dell'incredibile.
Come si fa ancora a credere che un Paese tecnicamente GIA' FALLITO da oltre 2 anni possa risollevarsi con questi prestiti? 

giovedì 16 febbraio 2012

Mentre Grecia e Portogallo piangono, la Polonia se la ride



Vorrei analizzare la situazione economica dei due paesi dell'Ue che adesso se la passano peggio di tutti, Grecia e Portogallo, ed esaminare il successo di un paese come la Polonia che per ora non manifesta (saggiamente) alcuna fretta per entrare nell'Ue.

lunedì 6 febbraio 2012

C'è ancora sangue da spremere


Appurato che quasi tutte le persone sane di mente abbiano compreso che il capitalismo sia morto e l'Unione Europea sia un fallimento totale, i poteri forti, con la complicità dei mass-media, continuano a tutti costi a farci illudere circa la bontà del progetto Ue.
A farne le spese su tutti è attualmente la Grecia che, pur volendo uscire dall'Euro (ricordo che hanno vietato al popolo greco di votare tramite referendum popolare), tendono a spremerla a tutti i costi.
Il ricatto è semplice: per sbloccare il nuovo prestito da 130 miliardi di euro la troika (FMI-Ue-BCE) impongono nuove privatizzazioni, ossia concedere attività pubbliche nelle mani di corporation privati, le quali trasformeranno quel bene\servizio privatizzato solo sotto il profilo lucrativo, e non nell'interesse del cittadino.

giovedì 26 gennaio 2012

Quanto vale il tuo I-phone?


Ti sei mai chiesto il tuo Iphone 4S quanto possa valere in termini di costi di fabbricazione e, soprattutto, dove e da chi venga realmente prodotto?
La Cina, ormai è soprannominata "la fabbrica del mondo", dove le multinazionali europee ed americane decentrano lì la produzione per sostenere dei costi bassi, per poi rivendere i prodotti finali nei mercati d'origine a prezzi triplicati, quadruplicati o più.

Nella prassi e secondo le regole del libero mercato, ormai, le grandi Corporations attuano tre azioni di base:

venerdì 20 gennaio 2012

NON E' CRISI, E' TRUFFA!


Il mio nuovo libro, intitolato: <<NON E' CRISI, E' TRUFFA!>>

sottotitolo: Come i banchieri ci stanno derubando


Quella che fanno passare agli occhi della gente come crisi, in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni ben progettate a monte dall'oligarchia al potere, ossia banche e corporation; in realtà si tratta di una truffa che grava sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici e misure di austerità imposte proprio dagli stessi fautori di questa grande truffa.  


casa editrice: Edizioni SI

Uscita prevista per FEBBRAIO 2012 in tutte le librerie e con presentazioni in tutta Italia.

Si ringrazia, oltre alla casa editrice:

- Avv. Alfonso Luigi Marra per la prefazione
- Loreto Terranova ed Emily Lista per le magnifiche vignette
- Il movimento D.D.S.M. e NO-Censura
- Maria Cristina Spano per le correzioni
- Ada Palma per la fotografia
- Riccardo Barboni per la regia video



Salvatore Tamburro

sabato 14 gennaio 2012

Agenzie di Rating: prostitute finanziarie


Standard & Poor's, Moody's e Fitch sono PROSTITUTE FINANZIARIE. 
Esse sono le piu' famose agenzie di rating, si dividono il mercato della valutazione del rischio determinando spesso le sorti degli emittenti messi sotto la lente.
Abbiamo assistito ad un taglio del rating di due gradini per Italia, Spagna e Portogallo. Francia e Austria hanno perso la «tripla A», vale a dire il giudizio di massima affidabilità sui mercati, mentre l'Italia scende da A a BBB+, lo stesso livello di affidabilità di Perù e Colombia, Irlanda, Russia e Kazakhstan. 
Tali Agenzie di Rating sono delle PROSTITUTE FINANZIARIE perchè agiscono in conflitto di interessi, in quanto pagate dagli stessi organismi (pubblici o privati) verso i quali emettono il loro giudizio.

venerdì 13 gennaio 2012

L'austerità europea e il Turbo-Japan



Ultimamente, anche se non capita molto spesso, mi ritrovo d'accordo con quanto scrive l'economista americano Paul Krugman in "Deciphering Japan's "Safe Haven" Status".
In sostanza dice che infliggere troppe misure di austerità sui conti pubblici degli Stati è una cosa negativa, perchè si rischia bloccare la crescita economica.
Krugman cita a sua volta l'economista capo del Fondo Monetario, Olivier Blanchard il quale, in una sua recente analisi afferma: "gli investitori sono schizofrenici sul problema del risanamento dei conti pubblici e su quella della crescita"; e ancora dice Blanchard: "(gli investitori) prima reagiscono positivamente alle misure di austerity, dopo reagiscono negativamente quando le misure producono un rallentamento della crescita, come spesso succede."
Tutto ciò dimostra ancora una volta che il mondo della finanza è vittima di schizzofrenia, gli investitori operano come nevrotiche sanguisughe dedite unicamente al profitto, capaci di cambiare idea in un nanosecondo qualora arrivassero "rumors" su eventuali perdite o guadagni.
In termini più semplici: agli investitori della politica monetaria di un Paese non frega niente, contano solo i margini di guadagno, soprattutto nel breve termine.

sabato 7 gennaio 2012

Eppure potevamo salvarla...


Mentre quel mondialista-burocrate-usuraio di Monti lancia i suoi soliti moniti sulla finta coesione, ossia: "Nessun paese è tanto forte da andare avanti solo", come per dire "guai a voi se un Paese-Pecora si azzardi ad uscire dal gregge!" allo scopo di creare al più presto una dittatura anche sul piano politico oltre che economico, c'è ancora gente che discute su come si sarebbe potuta salvare la Grecia se si fosse agito per tempo e nel mondo giusto.
Stavolta a dirlo è Fabio Pavesi, dalle pagine de "IlSole24Ore" in un articolo "A inizio 2010 la Grecia poteva essere salvata con (solo) 167 miliardi".

Pavesi scrive:
Cento miliardi di euro. Forse qualcosa in più. Erano i soldi che servivano, a inizio 2010, per stoppare sul nascere la spirale perversa della crisi greca.
Un intervento, certo imponente, ma decisivo per evitare l'avvitamento su sè stessa della crisi ellenica e il suo dirompente effetto-contagio sull'intera stabilità dell'area dell'euro.
Da dove spuntano quei 100 miliardi e per fare cosa? Quell'iniezione di denaro in un colpo solo avrebbe riportato il livello del debito greco alla soglia assai meno inquietante del 100% sul Pil. Con altri 23 miliardi si poteva colmare il deficit di bilancio del 2010 di Atene. E con un ulteriore soccorso di 44 miliardi si sarebbe portato il livello del debito sul prodotto interno al livello attuale della Germania, intorno all'80 per cento. Con 167 miliardi si mandavano in soffitta per qualche anno i guai greci. Oggi, due anni dopo, la Grecia viaggia con un debito al 164% del Pil, una recessione profonda e un passivo di bilancio al 9%.