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sabato 22 settembre 2012

LA MORTE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO



Dichiaro la pena capitale per il Partito Socialista Italiano (PSI) in quanto, oltre ad essere completamente assente dalla odierna scena socio-politica, si è indebitamente appropriato del termine "socialista", colpevole quindi di utilizzare una denominazione ingannevole, oppure, inconsapevolmente, colpevole di aver sbagliato l'ideologia da perseguire.
Che un economista indipendente come me ritenga i partiti politici, da destra a sinistra, in gran parte collusi con l'oligarchia bancaria e, quindi, non degni nemmeno di sprecare tempo a descriverli, è cosa risaputa. Ma vorrei soffermarmi oggi sull'utilizzo della parola "socialismo", inclusa nel moderno "Partito socialista italiano", quello "nuovo" fondato nel 2007 per intenderci.
Come si legge da wikipedia "Il Partito Socialista Italiano (PSI) è un partito politico italiano di ispirazione socialdemocratica, che si colloca nella sinistra riformista. Dopo un'alleanza col Partito Democratico, nell'Unione di centro-sinistra, e una con la coalizione di sinistra laica e alternativa Sinistra e Libertà, dal 2010 non aderisce a nessuna coalizione e dal 4 novembre 2011, con l'adesione al partito del senatore Carlo Vizzini, ha il suo rappresentante in Parlamento.". In realtà per le prossime elezioni politiche 2013, pur di ottenere qualche poltrona in Parlamento, quasi sicuramente si alleeranno col PD di Bersani e col Sel di Vendola, come già auspicato dallo stesso segretario nazionale del PSI, Riccardo Nencini.
Ma a parte strategie di "sopravvivenza parlamentare" che poco mi interessano, e delle quali lascio interessarsi i giullari politici e mediatici di regime, ritengo sia necessario richiamare l'importanza sull'uso dei termini.
Il socialismo dovrebbe rappresentare quella ideologia basata sull'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico. 

giovedì 20 settembre 2012

L'AUSTERITÀ' EUROPEA E LA PROSPERITÀ' SVEDESE


Mentre in Europa la ricetta economica più seguita è quella dell'austerità, ossia tagli della spesa pubblica (riducendo i beni e servizi offerti ai cittadini), riduzione dei salari, aumento delle imposte fiscali, in Svezia fanno il contrario: aumentano la spesa pubblica!
Il piano di spesa del primo ministro Fredrik Reinfeldt prevede infatti rispetto al 2012 un aumento di 24 miliardi di corone (2,83 miliardi di euro), “di cui 23,4 sono già stati impiegati”. Una cifra compresa tra lo 0,5 e l’1 per cento del pil.
Tra i principali beneficiari dell’aumento ci sono le imprese (che beneficiano di una riduzione delle imposte dal 26,2 al 22 per cento), l’occupazione giovanile, la ricerca, le infrastrutture, la polizia e il sistema giudiziario, tutti settori che in paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, hanno subito drastici tagli.
In Svezia gli standard di vita sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Australia, Giappone e degli altri Paesi nordici europei. Il suo punto di forza è basato su un sistema socialista, fortemente statalista, in cui la presenza dello Stato nelle faccende socio-economiche è molto marcata.

domenica 29 luglio 2012

HITLER, CHAVEZ E IL CAPITALISMO


Per i capitalisti, per i sostenitori della globalizzazione, non esistono preferenze politiche da dichiarare. 
Conta solo una cosa: il profitto.
Che questo profitto sia realizzato sotto un regime democratico, socialista, comunista, nazista, non fa alcuna differenza. Anche sotto uno stesso regime politico, esempio il socialismo-nazionale, i capitalisti possono in certi casi appoggiarlo e trarne profitti, in altri casi attaccarlo (con la complicità dei mass-media collusi), poichè non riescono a ricavarne i guadagni sperati.
Vi faccio un esempio di due regimi nazional-socialisti retti da due illustri rappresentanti: Adolf Hitler e Hugo Chavez
Hitler, leader del partito nazista, dichiarava di essere un socialista, ma era sottinteso che il suo fosse un socialismo “nazionale”, un socialismo solo per i Tedeschi di razza pura; Hugo Chavez, presidente del Venezuela, ha sempre proposto la sua visione di socialismo nazionale.
Dove sta la differenza tra i due allora?
Risiede nel fatto che i capitalisti (americani) abbiano fatto affari immensi con Hitler, mentre con Chavez no.
Grosse multinazionali americane si sono arricchite lavorando per il fuhrer.
La IBM, presieduta da  Thomas J. Watson, aveva insediato in Germania una sua filiale, la Dehomag; la General Motors aveva preso il controllo del più grosso produttore industriale di auto della Germania, la Adam Opel AG; e Ford aveva gettato le basi di un impianto succursale, più tardi noto come la Ford-Werke, a Colonia. La Standard Oil del New Jersey sviluppava collegamenti strettissimi con il trust Germanico IG Farben e forniva petroli ai carri armati tedeschi.