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mercoledì 11 aprile 2012

IO ME NE FOTTO DELLO SPREAD!


Partiamo dall'ABC: cos'è lo Spread?
Lo Spread che ormai sentite menzionare ai tg o leggete sui giornali di tutti i giorni fa riferimento precisamente al termine "credit spread", ossia il differenziale tra il tasso di rendimento di un titolo e quello di un altro titolo preso come riferimento.
Nel nostro caso il Titolo di Stato preso come riferimento è il Bund Tedesco.
Ma che vuol dire allora spread a 400?
In questo caso 400 esprime i punti percentuali della differenza tra i due rendimenti; ad esempio abbiamo il rendimento sul BTP (italiano) al 10% e il rendimento sul Bund (tedesco) al 6%, ne consegue che lo spread sarà 10-6= 4 punti percentuali, ossia 400 punti base (es.: "spread vola a 400").


Appurato ciò, oggi lo Stato italiano, servo dell'oligarchia bancaria, poichè privato del potere di emettere moneta, ha collocato 11 miliardi di BOT a breve scadenza (3 e 12 mesi) in tutta fretta e speranza. Perchè?

domenica 4 dicembre 2011

Come uscire dalla farsa della crisi?


Secondo Monti (e secondo il Sole24Ore) per uscire dalla crisi bisogna:

- combattere l'evasione fiscale riducendo l'uso del contante
- tagliare i costi della politica
- riforma delle pensioni
- vendere (= privatizzare) il patrimonio immobiliare (20-40 miliardi)
- patrimoniale su grandi redditi e tassare le rendite finanziarie
- vendere le risorse auree (20 miliardi)

Siccome allo Stato non compete emettere la moneta necessaria a soddisfare il benessere dei cittadini, esso si trova costretto a dover emettere Titolo di Stato che saranno venduti alle banche in cambio di moneta.
Per fare in modo che i nostri Titoli di Stato (Btp, Cct, Bot, Ctz) siano appetibili per gli investitori nazionali e stranieri (questi ultimi detengono il 45% del nostro debito pubblico di circa 1900 miliardi di euro), l'Italia deve offrire dei rendimenti elevati (fino a 7%) per invogliare gli investitori a comprare e "finanziare" lo Stato, in modo che questo possa poi procedere alla spesa pubblica e, quindi, offrire beni e servizi ai cittadini.
Non dobbiamo dimenticare che ogni anno paghiamo 80-90 miliardi di euro solo sugli interessi per l'emissione dei nostri titoli.

Il decreto Berlusconi-Tremonti varato a inizio settembre aveva un valore di 54,2 miliardi, con impatto sul 2013. A questo vanno aggiunti i 24 miliardi della 'correzione' che si appresta a varare il governo tecnico di Monti. Per un totale per il 2011 di 78,2 miliardi di euro. La manovra economica più elevata mai realizzata, perfino più ingente di quella varata da Amato nel 1992 (48 miliardi di euro).