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martedì 15 gennaio 2013

LO SPALMA-DEBITO - BTp A 15 ANNI


Quando la rata del debito è troppo alta e non puoi pagarla come si fa? Basta "spalmare" il debito nel lungo periodo. Un'operazione che fanno anche con il mutuo: se non puoi pagarlo in 20 anni, dilazioniamolo ad esempio in 30 anni. E' ciò che sta cercando di fare l'Italia, o meglio il Tesoro, che attualmente paga dagli 80-100 miliardi di soli INTERESSI sul debito OGNI ANNO.
Proprio stamattina il Tesoro ha avviato la raccolta degli ordini per il nuovo BTp a 15 anni sul mercato. Le richieste hanno già raggiunto i 6 miliardi di euro. Il rendimento dovrebbe collocarsi al 4,80%.
Cosa significa ciò? Che tra 15 anni, nel 2028, solo su questa trance di titoli gli italiani pagheranno circa 300 milioni di euro, alla cui cifra si andranno poi a sommare gli interessi degli altri titoli in scadenza.
Da economista che promuove da anni l'importanza della sovranità monetaria, l'emergenza di istituire una banca pubblica nazionale, facendo in modo che il potere di emettere moneta sia esclusivamente nelle mani dello Stato e non di istituzioni private (banche), ritengo che l'adozione di BTp a lungo periodo sia solo un palliativo.

mercoledì 11 aprile 2012

IO ME NE FOTTO DELLO SPREAD!


Partiamo dall'ABC: cos'è lo Spread?
Lo Spread che ormai sentite menzionare ai tg o leggete sui giornali di tutti i giorni fa riferimento precisamente al termine "credit spread", ossia il differenziale tra il tasso di rendimento di un titolo e quello di un altro titolo preso come riferimento.
Nel nostro caso il Titolo di Stato preso come riferimento è il Bund Tedesco.
Ma che vuol dire allora spread a 400?
In questo caso 400 esprime i punti percentuali della differenza tra i due rendimenti; ad esempio abbiamo il rendimento sul BTP (italiano) al 10% e il rendimento sul Bund (tedesco) al 6%, ne consegue che lo spread sarà 10-6= 4 punti percentuali, ossia 400 punti base (es.: "spread vola a 400").


Appurato ciò, oggi lo Stato italiano, servo dell'oligarchia bancaria, poichè privato del potere di emettere moneta, ha collocato 11 miliardi di BOT a breve scadenza (3 e 12 mesi) in tutta fretta e speranza. Perchè?

giovedì 22 dicembre 2011

Mega Party alla B.C.E.


Mentre l'Italia scivola verso la recessione (nel terzo trimestre 2011 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente) le banche fanno grande festa.
I governi di Eurolandia impongono manovre "lacrime&sangue" ai cittadini per uscir fuori dalla crisi, nel mentre la B.C.E. concede bei regali agli stessi fautori della crisi, erogando 489,19 miliardi di euro (Long Term Refinancing Operation) nel suo primo rifinanziamento a scadenza super prolungata, 3 anni, a favore delle banche commerciali che operano nell'area euro. 
Le banche italiane hanno preso in prestito dalla Bce 116 miliardi di euro, quasi un terzo dei 489 miliardi erogati da Francoforte.
Una bella iniezione di liquidità.
La prossima asta ci sarà il 29 febbraio 2012, con scadenza il 26 febbraio 2015 ed i fondi verranno assegnati a tasso fisso e ammontare illimitato!!!

A cosa doveva servire questa liquidità?

domenica 4 dicembre 2011

Come uscire dalla farsa della crisi?


Secondo Monti (e secondo il Sole24Ore) per uscire dalla crisi bisogna:

- combattere l'evasione fiscale riducendo l'uso del contante
- tagliare i costi della politica
- riforma delle pensioni
- vendere (= privatizzare) il patrimonio immobiliare (20-40 miliardi)
- patrimoniale su grandi redditi e tassare le rendite finanziarie
- vendere le risorse auree (20 miliardi)

Siccome allo Stato non compete emettere la moneta necessaria a soddisfare il benessere dei cittadini, esso si trova costretto a dover emettere Titolo di Stato che saranno venduti alle banche in cambio di moneta.
Per fare in modo che i nostri Titoli di Stato (Btp, Cct, Bot, Ctz) siano appetibili per gli investitori nazionali e stranieri (questi ultimi detengono il 45% del nostro debito pubblico di circa 1900 miliardi di euro), l'Italia deve offrire dei rendimenti elevati (fino a 7%) per invogliare gli investitori a comprare e "finanziare" lo Stato, in modo che questo possa poi procedere alla spesa pubblica e, quindi, offrire beni e servizi ai cittadini.
Non dobbiamo dimenticare che ogni anno paghiamo 80-90 miliardi di euro solo sugli interessi per l'emissione dei nostri titoli.

Il decreto Berlusconi-Tremonti varato a inizio settembre aveva un valore di 54,2 miliardi, con impatto sul 2013. A questo vanno aggiunti i 24 miliardi della 'correzione' che si appresta a varare il governo tecnico di Monti. Per un totale per il 2011 di 78,2 miliardi di euro. La manovra economica più elevata mai realizzata, perfino più ingente di quella varata da Amato nel 1992 (48 miliardi di euro).

venerdì 30 settembre 2011

Preparativi per la maxi-svendita


Lo sciacallo Troika (Ue, BCE e FMI) si sta preparando a spolpare carne da una nuova carcassa: l'Italia. 
Così come hanno fatto e stanno facendo con la Grecia che la tengono in vita, alla stregua di un malato in coma a cui non vogliono staccare la spina, stessa cosa faranno con l'Italia.
Tremonti studia una maxi-cedola dai gioielli di Stato, ossia sta facendo effettuare una valutazione contabile sul patrimonio e sulla liquidità distribuibile (sotto forma di dividendo straordinario) da alcuni gruppi statali come Fintecna, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Sace e Sogei. Basta leggere tra le righe che si tratta di un'operazione atta a quantificare eventuali privatizzazioni che verranno tra non molto imposte sotto ricatto della Troika.
Le operazioni di tamponamento del fondo salva-Stati europeo Efsf non servono a nulla ai paesi già in default tecnico, se non a prolungare una lenta agonia e fare in modo che la troika abbia tutto il tempo necessario a spolpare i beni pubblici dello Stato.
Ovvio che non lasceranno mai fallire un paese come la Grecia finchè non sarà stata depredata a dovere.
Intanto oggi l'Istat dice che gli italiani non risparmiano più: emerge che la propensione al risparmio degli italiani è crollata nel secondo trimestre del 2011 all'11,3% in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2010. E' il dato più basso dall'inizio del 2000. I dati confermano l'ovvio: se non c'è lavoro, se la disoccupazione giovanile sale al 27,6%, se le imprese chiudono, se c'è perdita di potere d'acquisto della moneta....mi dite voi gli italiani come fanno a risparmiare, mettendo da parte dei soldi?
Altro segnale da tenere sotto controllo è l'asta dei titoli di stato fatta ieri: c'è stata una mega-emissione di titoli di stato per 7,85 miliardi di euro effettuata dal Tesoro italiano, con rendimenti in salita, tipo i titoli decennali saliti ai massimi dall'introduzione dell'euro al 5,86%. Tradotto in parole povere: stanno cercando di rendere i nostri titoli di stato, con la complicità delle prostitute della finanza (le agenzie di rating), più "appetibili" sul mercato aumentando i rendimenti, con la conseguenza che stiamo pagando sempre più interessi sul debito.

Salvatore Tamburro

giovedì 2 giugno 2011

Istruzioni per PRIVATIZZARE uno Stato


La privatizzazione è quel processo economico che trasferisce la proprietà di un ente o di un'azienda dal controllo statale a quello privato.
Spieghiamo allora come agisce l'organizzazione "USA-Ue-FMI" S.p.A. .
Immaginate che la USA-Ue-FMI sia una società per azioni, quindi come tutte le società di capitale il loro scopo è fare profitto, utili, guadagni per i suoi azionisti.
Come può realizzare tutto questo?
Essa ha bisogno di depredare le materie prime degli Stati: petrolio, materie prime alimentari, oro, argento, etc. .
Capita, alle volte, che certi Stati non siano disposti a concedere le loro ricchezze, spesso sono in possesso di una sola fonte di ricchezza, ossia di sussistenza per la propria economia e sperano di non dover necessariamente vivere di importazioni e dipendere quindi da altri Paesi.
Accade quindi che chi governa questi Paesi decida, per il bene del suo popolo, di NAZIONALIZZARE le imprese che produconono e commercializzano queste risorse, in modo tale da offrire beni\servizi ad un costo accessibile ai cittadini.
Come può l'azienda "USA-Ue-FMI" S.p.A., in tal caso, arraffare queste risorse, quindi trasformare le imprese del Paese da pubbliche a private?
Ci sono diverse soluzioni:

mercoledì 22 dicembre 2010

Prepararsi all'invasione cinese

Mentre l'ISTAT ci fa sapere che la disoccupazione è ai massimi da gennaio 2004, con un 24,7% dei giovani senza lavoro e un tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni (ovvero la percentuale di chi non ha lavoro e non lo cerca) pari al 38,6%; in tutto questo su alcuni quotidiani sembra passare in sordina una notizia dagli esiti colossali, ovvero che la "Cina sia pronta a salvare l'euro"!
"Con le sue enormi riserve valutarie la Cina, gia' primo sottoscrittore di bond americani, si era impegnata nei giorni scorsi ad acquistare debito portoghesi. Ora l'apertura e' su scala europea".
La domanda da porsi è: i cinesi bluffano o fanno sul serio?
Qualora i Cinesi stessero bluffando significa che si tratti solo di belle promesse fatte ai paesi PIIGS senza nulla di concreto, al solo scopo di far godere le borse per il rally di fine anno.
E se facessero sul serio e quindi permettessero alla Cina di comprare gli euro-bond, invece, quale sarebbe il prezzo da pagare?
"In gioco ci sono interessi economici colossali come quelli trattati nel vertice bilaterale con la Ue svoltosi nella capitale cinese: una non belligeranza nel commercio internazionale che potrebbe sfociare in un trattato bilaterale sugli investimenti, e magari un coordinamento rafforzato Cina-Ue in sede di G20. "
State certi che ai cinesi non sta a cuore la ripresa delle economie dell'UE senza aver nulla in cambio.
Avete presente il rapporto Cina-USA? Esiste un patto, nemmeno troppo nascosto, tra i due Paesi, ossia: la Cina detiene la maggior parte dei bond americani ed in cambio gli USA, Paese consumista per eccellenza, si fa carico di acquistare le cianfrusaglie cinesi generate da quella immensa manodopera a buon mercato di cui dispone.
Se alla Cina venisse concesso di comprare il debito europeo la concessione sarebbe quella di autorizzare un'invasione in "casa nostra" attuata dall'inafferrabile manodopera cinese, che finirebbe per sfaldare completamente le già precarie economie locali. Se si considera che in Italia il 99,9% sono piccole e medie imprese e la quasi totalità di PMI (il 95%) è costituita da imprese con meno di 10 addetti, vien da sè che non si può competere col gigante Cinese che verrà agevolato da "una non belligeranza nel commercio internazionale", ossia farlo entrare nel nostro paese dall'ingresso principale.
Questa possibile mossa della Cina potrebbe, se attuata, farla balzare in molto meno di un decennio dal secondo al primo posto nella classifica delle più potenti economie mondiali, superando gli Stati Uniti in termini di prodotto interno lordo.
Il cammino del dragone cinese avanza inesorabile e potrebbe fare terra bruciata lungo il suo percorso.
Cominciate a cercare qualche corso di lingua cinese mandarino, potrebbe tornarvi utile in un prossimo futuro.

Salvatore Tamburro

venerdì 10 dicembre 2010

La Federal Reserve? Meglio chiuderla secondo gli americani


Mentre in Italia ex patron Callisto Tanzi viene condannato a 18anni di carcere per il crac Parmalat e mentre continua la compravendita dei voti per la mozione di fiducia prevista il 14 dicembre, intanto dagli Stati Uniti si ascolta un coro anomalo espresso da un recente sondaggio creato dall'agenzia Bloomberg su un campione di elettori americani. I risultati di questo sondaggio propongono delle dichiarazioni molto scomode per Ben Bernanke (visibilmente affranto nella foto), presidente della Federal Reserve: per il 39% degli interpellati la FED non dovrebbe essere una entità indipendente ma dovrebbe rispondere al Congresso, mentre per il 16% andrebbe abolita completamente. Solo per il 37% la Fed dovrebbe rimanere una istituzione indipendente dalla politica (come lo è adesso...in mano a privati, più indipendente di così?!). Se il sondaggio si traducesse in una votazione reale Bernanke dovrebbe trovarsi un nuovo lavoro.
La FED altro non è che una banca centrale controllata da un'entità esterna privata: le lobby di Wall Street, ossia Rothschild, Rockefeller, Morgan & company.
Evidentemente, per gli americani partecipanti al sondaggio, le soluzioni attuate da Bernanke di iniettare 3.300 miliardi di dollari di liquidità nel sistema finanziario USA e comprare 600 miliardi di dollari di titoli del Tesoro si sono rivelate poco gradite, per non dire fallimentari.

Salvatore Tamburro

giovedì 2 dicembre 2010

La quiete prima della tempesta?



Le borse tornano a respirare. L'asta dei titoli di stato spagnoli è andata bene. Il Tesoro spagnolo ha effettuato un'emissione di 2,468 milioni di buoni del Tesoro a tre anni. La domanda è stata buona, ammontata a 5,59 miliardi nella forchetta prevista, ma Madrid ha dovuto concedere un tasso in forte rialzo rispetto alla precedente emissione per attrarre di più.
Vanno male invece i titoli tedeschi. Del resto, l'attesa asta di titoli di stato a cinque anni (bobl) della Germania ha ricevuto oggi richieste minori rispetto all'offerta, dimostrando come anche il mercato del debito tedesco non sia al riparo dalle tensioni del mercato. A fronte dei 5 miliardi messi all'asta, l'agenzia federale tedesca che gestisce i collocamenti di titoli di debito ha ricevuto richieste per soli 4,55 miliardi di euro. L'insuccesso dell'asta a 5 anni ha avuto subito ripercussioni sui bund il cui tasso è salito al 2,769% dal 2,67% di ieri.
Importante la riunione di politica monetaria della BCE di oggi, in cui Trichet deciderà in materia di tassi di interesse.
Intanto il Wall Street Journal sbatte in prima pagina che Italia e Spagna, insieme al Portogallo, sembrano essere più a rischio contagio dalla crisi dei debiti sovrani in Europa, e sarebbero in prima linea nel chiedere alla Bce azioni più decisive per combattere la crisi.
A queste notizie si aggiunge il parere del premio Nobel per l'Economia Edward Prescott che dichiara "l'economia dell'Italia non va bene: speriamo che si arrivi ad un accordo sulle riforme strutturali e che poi si riesca ad attuarle. Bisogna promuovere la crescita della produttività, ridurre le spese e le tasse, perchè tassare significa deprimere il Paese."
Grazie, ci voleva Prescott per capire che non stiamo messi bene.
La verità è che si sta solo cercando di guadagnare tempo. Grecia, Irlanda e Portogallo sono già insolventi e la Spagna li segue a ruota. E se tocca alla Spagna la situazione travolgerà anche l'Italia.
Per cui godetivi la quiete prima del sopraggiungere della prossima tempesta.

Salvatore Tamburro