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martedì 15 gennaio 2013

LO SPALMA-DEBITO - BTp A 15 ANNI


Quando la rata del debito è troppo alta e non puoi pagarla come si fa? Basta "spalmare" il debito nel lungo periodo. Un'operazione che fanno anche con il mutuo: se non puoi pagarlo in 20 anni, dilazioniamolo ad esempio in 30 anni. E' ciò che sta cercando di fare l'Italia, o meglio il Tesoro, che attualmente paga dagli 80-100 miliardi di soli INTERESSI sul debito OGNI ANNO.
Proprio stamattina il Tesoro ha avviato la raccolta degli ordini per il nuovo BTp a 15 anni sul mercato. Le richieste hanno già raggiunto i 6 miliardi di euro. Il rendimento dovrebbe collocarsi al 4,80%.
Cosa significa ciò? Che tra 15 anni, nel 2028, solo su questa trance di titoli gli italiani pagheranno circa 300 milioni di euro, alla cui cifra si andranno poi a sommare gli interessi degli altri titoli in scadenza.
Da economista che promuove da anni l'importanza della sovranità monetaria, l'emergenza di istituire una banca pubblica nazionale, facendo in modo che il potere di emettere moneta sia esclusivamente nelle mani dello Stato e non di istituzioni private (banche), ritengo che l'adozione di BTp a lungo periodo sia solo un palliativo.

venerdì 6 luglio 2012

Draghi ha esaurito anche la carta jolly



Dopo che ieri Mario Draghi ha deciso di tagliare i tassi al minimo storico dello 0,75% e portato a zero il tasso sui depositi, ormai il presidente della BCE ha esaurito le sue munizioni.
Nemmeno quei cocainomani degli investitori finanziari gli danno più fiducia.

I risultati sono:
- l'euro è in ribasso sul dollaro
- lo spread sia italiano che spagnolo è salito
- le borse crollano a picco
- i rendimenti decennali sui titoli di stato spagnoli salgono al 7% e quelli italiani al 6,04% (quindi significa maggiori interessi che pagheremo sul debito)

Inoltre mentre tutti vorrebbero un'Unione bancaria che renderebbe collettivi i debiti delle banche, la Merkel e tutti gli economisti tedeschi  restano fermamente contrari. Il loro pensiero è: "siccome abbiamo un sistema bancario solido e regoliamo tutta la politica monetaria nazionale ed europea, perchè dovremmo mai accettare la spazzatura finanziaria di cui sono portatori i paesi PIIGS?"
Dice bene la Finlandia per bocca della sua ministra delle Finanze Jutta Urpilainen: «la Finlandia non resterà legata all'euro a qualsiasi costo e ci prepariamo a tutti gli scenari possibili».
Qualche ministro, non totalmente servo della Troika (Ue-BCE-FMI), ogni tanto avanza un briciolo di coraggio nel lanciare certe affermazioni; poi restano sempre i fatti da valutare.

Il progetto "euro", amministrato dai gangster delle banche, criminali dediti al crimine del signoraggio e portatori di una cultura fatta di disonestà gratuita, si rivela un fallimento totale, capace di generare solo disoccupazione, nessuna crescita economica, privatizzazioni con risorse pubbliche che finiscono nelle mani di multinazionali straniere, lacerazione delle costituzioni nazionali per far spazio a regolamenti internazionali non approvati da alcun cittadino europeo.

Salvatore Tamburro

mercoledì 9 novembre 2011

Ricorsi per anticostituzionalità delle 6 leggi "regala-soldi" alle banche



RICORSI PER ANTICOSTITUZIONALITA’:


Tratto da: www.marra.it

-1) dei decreti ingiuntivi in favore delle banche in base all’estratto conto;

-2) della decorrenza tardiva della valuta;

-3) dell’anatocismo, ovvero illegittimità della capitalizzazione degli interessi passivi quand’anche praticata pure per gli interessi attivi ove non sia parificata anche l’entità quantitativa del tasso attivo e di quello passivo;

-4) dell’innalzamento del tasso usuraio;

-5) della decorrenza della prescrizione dall’annotazione in conto corrente;

-6) della ri-introduzione della commissione di massimo scoperto.

                                                                   
-1) INCOSTITUZIONALITÀ DEI DECRETI INGIUNTIVI IN FAVORE DELLE BANCHE IN BASE ALL'ESTRATTO CONTO.

Non sussiste manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale – per violazione degli artt. 1, 2, 3, 4, 24, 35, 41, 47, 101, 102, 104 e 117 della Costituzione – dell'articolo 50 del D.Lgsl 1.9.1993, n. 385 (in Suppl. ordinario n. 92 alla Gazz. Uff., 30.9.73, n. 230), intitolato: «Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia», che recita: «La Banca d'Italia e le banche possono chiedere il decreto d'ingiunzione previsto dall'articolo 633 del codice di procedura civile anche in base all'estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido».

La possibilità per le banche di ricorrere per ottenere il decreto ingiuntivo in base al mero estratto conto (una 'certificazione' di parte) non può che basarsi su una normativa palesemente illegittima.

Illegittimità costituzionale le cui motivazioni descriviamo di seguito, ma da tempo divenuta grottesca, vista la giurisprudenza da anni consolidata sull’illegittimità totale o parziale delle voci che compongono il saldo, quindi pacificamente errato a priori. Di talché, considerata la vastità dei fenomeni bancari, siamo di fronte a una piaga sociale su cui urgente l’intervento della Corte Costituzionale.