Secondo Monti (e secondo il Sole24Ore) per uscire dalla crisi bisogna:
- combattere l'evasione fiscale riducendo l'uso del contante
- tagliare i costi della politica
- riforma delle pensioni
- vendere (= privatizzare) il patrimonio immobiliare (20-40 miliardi)
- patrimoniale su grandi redditi e tassare le rendite finanziarie
- vendere le risorse auree (20 miliardi)
Siccome allo Stato non compete emettere la moneta necessaria a soddisfare il benessere dei cittadini, esso si trova costretto a dover emettere Titolo di Stato che saranno venduti alle banche in cambio di moneta.
Per fare in modo che i nostri Titoli di Stato (Btp, Cct, Bot, Ctz) siano appetibili per gli investitori nazionali e stranieri (questi ultimi detengono il 45% del nostro debito pubblico di circa 1900 miliardi di euro), l'Italia deve offrire dei rendimenti elevati (fino a 7%) per invogliare gli investitori a comprare e "finanziare" lo Stato, in modo che questo possa poi procedere alla spesa pubblica e, quindi, offrire beni e servizi ai cittadini.
Non dobbiamo dimenticare che ogni anno paghiamo 80-90 miliardi di euro solo sugli interessi per l'emissione dei nostri titoli.
Il decreto Berlusconi-Tremonti varato a inizio settembre aveva un valore di 54,2 miliardi, con impatto sul 2013. A questo vanno aggiunti i 24 miliardi della 'correzione' che si appresta a varare il governo tecnico di Monti. Per un totale per il 2011 di 78,2 miliardi di euro. La manovra economica più elevata mai realizzata, perfino più ingente di quella varata da Amato nel 1992 (48 miliardi di euro).

