domenica 17 aprile 2011

Vittorio Arrigoni, un personaggio scomodo che andava eliminato


Il 15 aprile 2011 abbiamo perso un grande giornalista, scrittore, pacifista e attivista italiano, Vittorio Arrigoni.
Arrigoni è stato ammazzato da sicari (servizi segreti) di Israele, a dimostrazione anche del fatto che le forze di Hamas, in occasione del blitz organizzato per liberarlo, abbiano trovato Vittorio già morto da diverse ore, senza che fosse rispettato il termine previsto per l'esecuzione. Come molti avevano immaginato, dunque, la richiesta dei suoi sequestratori, il fantomatico gruppo salafita, era un puro pretesto.
Vik-utopia (il suo nickname in internet), militante dell'International Solidarity Movement, era diventato il vero portavoce della causa palestinese in Italia e nel mondo, poichè attraverso i suoi articoli scritti per Il Manifesto, il suo blog http://guerrillaradio.iobloggo.com e i suoi video ci aveva aiutato a comprendere meglio l'assedio israeliano contro un popolo indifeso, quale quello dei Palestinesi.
Aveva fatto una scelta che molti suoi colleghi giornalisti non fanno: trasferirsi in un territorio di guerra e raccontare la guerra vedendola con i suoi occhi, sentendola sulla sua pelle, col costante pericolo di morire tra i bombardamenti insieme ai civili della Striscia di Gaza.
Era un personaggio scomodo, che andava eliminato: era considerato non solo un estremista, ma come il primo bersaglio da colpire. Il sito http://stoptheism.com/ , che ha come scopo dichiarato individuare i nemici di Israele e degli Stati Uniti, aveva indicato (adesso si sono affrettati a togliere il suo nome dalla lista dei "cattivi") Vittorio Arrigoni come il primo nemico da uccidere in quanto terrorista e sostenitore di Hamas.

Adesso è diventato un eroe, anche per molti dei quali fino a qualche giorno fa non sapevano nemmeno chi fosse Arrigoni, mentre per altri, me compreso, era un eroe già da prima del 15 aprile 2011, un uomo coraggioso come pochi, capace di mettere a repentaglio la propria vita per raccontare i soprusi subiti dai più deboli.
Amava spesso citare il premio nobel Josè Saramago a proposito della sua opinione di Israele (che ricordo avere uno degli eserciti meglio armati al mondo, dententore di centinaia di bombe atomiche, la cui aviazione militare spara quasi quotidianamente anche su ambulanze ed ospedali palestinesi che soccorrono i civili feriti): "Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni" .

"Restiamo umani" era il modo in cui Vik concludeva gli articoli del suo blog, così come era il titolo del suo libro (che racconta l'offensiva israeliano "Piombo fuso" contro la Striscia di Gaza), i cui proventi dell'autore erano interamente devoluti al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, allo scopo di finanziare una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi palestinesi rimasti gravemente feriti o traumatizzati. Questo è quanto diceva del suo libro : "Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l'indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all'ingiustizia. Per un domani poter restare umani."
Mesi fa, in seguito a una mia richiesta, mi scrisse che un giorno sarebbe venuto a presentare il suo libro dalle mie parti e ci saremmo finalmente incontrati da vicino con mio grande piacere; quel giorno non ci sarà più, ma ci saranno tanti altri giorni in cui Vik-Utopia verrà a farmi visita nella mia memoria, ricordandomi di un ragazzo, qualche anno più grande di me, per il quale lottare in difesa dei diritti umani divenne una ragione di vita.

Restiamo umani - Stay human




Salvatore Tamburro

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